Per il giudice di pace di San Miniato non serve la Scia se l'attività di home restaurant non è svolta in zona tutelata come chiarito a suo tempo dal Mise
donna ad una cena elegante

di Annamaria Villafrate - Il Giudice di Pace di San Miniato nella sentenza n. 139/2019 (sotto allegata) si esprime su un tema importante che riguarda l'home restaurant. Accogliendo il ricorso di un soggetto che è stato sanzionato dal Comune con una multa di 2500 euro, per non aver presentato la SCIA per l'home restaurant, conclude che tale segnalazione non serve se, come chiarito da una risoluzione del Mise (che in ogni caso non ha valore normativo cogente e generale), l'attività non si svolge in una "zona tutelata". Mancando la prova da parte del Comune ricorrente di rientrare in una di dette zone, l'opposizione alla cartella di pagamento merita di essere accolta.

Ordinanza ingiunzione per attività di home restaurant

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Un soggetto, a cui è stata notificata un'ordinanza ingiunzione per ottenere il pagamento della sanzione di 2500 euro per aver dato inizio all'attività di home restaurant presso la propria abitazione, omettendo di presentare preventivamente una comunicazione di segnalazione certificata di inizio attività all'ufficio Suap del Comune di Montopoli V.no, ricorre al Giudice di Pace.

Egli deduce l'infondatezza dell'ordinanza opposta perché non esiste l'obbligo giuridico di presentare la denuncia di inizio attività per l'attività di home restaurant. Fissata l'udienza e conclusa l'istruttoria, la causa, ritenuta matura per la decisione, viene decisa.

Non serve la SCIA per svolgere attività di home restaurant

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Il Giudice di Pace di San Miniato, accogliendo la tesi del ricorrente, con la sentenza n. 139/2019 accoglie l'opposizione sollevata dallo stesso. Per il Giudice di Pace in effetti non è stata raggiunta alcuna prova in giudizio relativamente ai fatti costitutivi della pretesa avanzata dalla Pubblica Amministrazione, su cui grava l'onere probatorio.

Per la PA l'attività di home restaurant del ricorrente deve considerarsi pubblica e quindi è necessaria la SCIA preventiva perché lo stesso l'ha pubblicizzata in rete. Questo elemento però, secondo il Giudice di Pace non è dirimente e da solo non è sufficiente a qualificare l'attività come pubblicare. Del resto, per stessa ammissione della PA, nessuna norma oggi disciplina la materia, infatti l'ingiunzione si fonda solo su una risoluzione del MISE, che come tale non ha valore cogente né tanto meno forza normativa.

Non solo, in detta risoluzione si precisa che la SCIA è richiesta solo se l'attività di home restaurant si svolge nell'ambito di "zone tutelate". Il fatto è che il Comune di Montopoli V.no non ha provato di rientrare in tale definizione.

Mise: per l'home restaurant SCIA solo nelle "zone tutelate"

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Per completezza espositiva si fa presente che la risoluzione del Mise n. 50481/2015 (sotto allegata) richiamata e prodotta dal Comune classifica "come un'attività vera e propria di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande quella effettuata da un soggetto che, proprietario di una villa, intendeva preparare cibi e bevande nella propria cucina fornendo tale servizio solo su specifica richiesta e prenotazione da parte di un committente e quindi solo per gli eventuali invitati. Pertanto (…) considerata la modalità con la quale intendono esercitare, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 64, comma 7, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 e s.m.i. Ciò significa che, previo possesso dei requisiti di onorabilità nonché professionali di cui all'articolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 e s.m.i., detti soggetti sono tenuti a presentare la SCIA o a richiedere l'autorizzazione, ove trattasi di attività svolte in zone tutelate."


Si ringrazia l'associazione Home Restaurant Hotel per l'invio del provvedimento

Scarica pdf Giudice di San Miniato n. 139-2019
Scarica pdf Risluzione Mise n. 50481-2015
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(21/01/2020 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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