Con l'ultimo passaggio al Senato, il Parlamento approva la modifica della Costituzione che consentirà di eleggere i senatori a partire dai 18 anni, allineando l'età a quella prevista per l'elezione dei membri della Camera dei deputati
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Riforma costituzionale: 18enni potranno eleggere i senatori

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Anche i diciottenni potranno votare per il Senato. Da Palazzo Madama arriva l'approvazione definitiva della riforma costituzionale (testo qui sotto allegato) che parifica a quello della Camera l'elettorato attivo del Senato. La riforma ha raccolto il voto favorevole di 178 senatori, mentre 5 hanno votato contro e 30 hanno preferito la via dell'astensione. Con l'ultimo dei quattro passaggi parlamentari, si conclude così l'iter riguardante le modifiche alla Costituzione, anche se la legge costituzionale verrà promulgata solo tra tre mesi per consentire l'eventuale richiesta di un referendum conservativo.

L'art. 138 della Costituzione, infatti, prevede che qualora nella seconda votazione (richiesta per le leggi di revisione e le leggi costituzionali) una delle Camere non approvi la riforma a maggioranza di due terzi dei suoi componenti, sarà possibile sottoporre la legge stessa a referendum popolare. E i due terzi, quanto alla riforma in esame, sono mancati in occasione del voto alla Camera dei deputati.

Come dichiarato da Stefano Ceccanti (PD), "con il voto favorevole del Senato nell'ultima lettura della riforma che darà finalmente ai diciotto-venticinquenni l'elettorato attivo al Senato, il Parlamento afferma il proprio ruolo nell'aggiornamento costituzionale. Bisognerà attendere tre mesi per l'entrata in vigore perché a causa di alcune assenze non si è arrivati ai due terzi". Per Ceccanti, inoltre, "c'è di che essere soddisfatti non solo nel merito, perché alcuni milioni di cittadini maggiorenni avranno finalmente la pienezza dei diritti e perché diventa così praticamente impossibile che le Camere nascano con maggioranze diverse, ma anche per il metodo".

Senato, svolta epocale: voto a 18 anni

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La riforma che consente di votare i membri del Senato a partire dai 18 anni di età sarà dunque attuata a partire dalle prossime elezioni politiche. Si stima che saranno circa 4 milioni i giovani, tra i 18 e i 24 anni che grazie a questa modifica della Costituzione acquisteranno l'elettorato attivo per eleggere i rappresentanti a Palazzo Madama. "In questo modo - ha commentato Federico D'Incà, ministro M5S per i Rapporti con il Parlamento - favoriamo la partecipazione delle nuove generazioni alla vita politica e ci allineiamo agli altri Paesi europei".

Come ricordato dal relatore Dario Parrini (dem), presidente della Commissione Affari Costituzionali, ciò consentirà alle due Camere di avere la stessa base elettorale e dunque le medesime maggioranze politiche. A lui fa eco la capogruppo Pd Simona Malpezzi, secondo cui la riforma costituzionale che consentirà ai ragazzi tra i 18 e i 25 anni di poter votare per entrambi i rami del Parlamento "darà maggiore stabilità e consentirà un funzionamento migliore delle nostre istituzioni" e contribuirà infatti a ridurre i problemi di efficienza.

Si sono astenuti, invece, i rappresentati di Forza Italia. Come dichiarato in aula dal vicepresidente vicario dei senatori FI, Lucio Malan, "Forza Italia non si assocerà al coro pressoché unanime in favore di questa riforma. Noi abbiamo grande rispetto per i giovani ma anche per la serietà e i giovani non ci chiedono di votare per il Senato, chiedono invece serietà, più opportunità e meglio di altri respingono la politica dei like, di cui questa riforma è chiara espressione".

Come cambia la Costituzione

L'art. 58 della Costituzione, nella sua attuale formulazione, prevede che l'elezione dei senatori avvenga a suffragio universale e diretto chiamando al voto gli elettori e le elettrici che hanno superato il venticinquesimo anno di età. Per essere eleggibili a senatrici o senatori, gli elettori dovranno aver compiuto il quarantesimo anno di età.

La riforma costituzionale andrà a ritoccare l'art. 58 sopprimendo il requisito del superamento del 25esimo anno di età richiesto per poter votare i futuri senatori.

Rimane, invece, la possibilità di eleggere a senatori solo coloro che abbianocompiuto almeno 40 anni, nonostante in un primo momento si fosse pensato di eliminare anche questo requisito, abbassando l'etò minima per essere eletti senatori a 25 anni. Ipotesi che è saltata lasciando dunque inalterato l'età minima richiesta di 40 anni.
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Foto: 123rf.com
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