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Permessi legge 104

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Permessi legge 104: in cosa consistono i permessi retribuiti previsti per le ipotesi di disabilità grave, chi può beneficiarne e come fare domanda
caregiver con anziana mostra affetto

di Valeria Zeppilli - La legge 104/1992 prevede molteplici misure per il sostegno e la tutela delle situazioni di disabilità, prima tra tutte quella che concede a determinati soggetti la possibilità di godere dei permessi retribuiti dal lavoro per l'assistenza di un disabile.

Vediamo a chi spetta tale beneficio e in cosa consiste.

Permessi legge 104: beneficiari

Può beneficiare dei permessi retribuiti di cui alla legge 104 il lavoratore dipendente che sia:

  • disabile in situazione di gravità
  • genitore, anche adottivo o affidatario, di un disabile in situazione di gravità
  • coniuge, convivente di fatto o parte dell'unione civile di un disabile in situazione di gravità
  • parente o affine entro il secondo grado di un disabile in situazione di gravità.

In alcuni casi, anche i parenti e gli affini di terzo grado possono beneficiare dei permessi di cui alla legge 104. A tal fine è necessario che anche uno solo tra genitori, coniuge, parte dell'unione civile o convivente di fatto del disabile grave sia, alternativamente:

  • di età pari almeno a 65 anni
  • affetto da patologie invalidanti
  • deceduto o mancante.

A tale ultimo proposito, la mancanza non coincide solo con l'assenza naturale o giuridica ma si estende anche alle altre condizioni giuridicamente assimilabili, come l'abbandono, ma anche il divorzio o la separazione legale.

Assenza di ricovero

In ogni caso, la fruizione dei permessi di cui alla legge 104 è esclusa nel caso in cui il soggetto in situazione di disabilità grave sia ricoverato a tempo pieno, ovvero per ventiquattro ore su ventiquattro, presso una struttura ospedaliera o simile, che assicuri l'assistenza sanitaria continuativa, sia pubblica che privata.

Il ricovero è tuttavia compatibile con i permessi in due ipotesi eccezionali:

  • se il disabile si trovi in stato vegetativo persistente e/o in prognosi infausta a breve termine
  • se risulti documentalmente che il disabile abbia comunque bisogno di assistenza da parte di un familiare.

A chi non spettano i permessi legge 104

Il principale requisito per poter godere dei permessi di cui alla legge 104 è quello di essere lavoratori dipendenti. Tale beneficio, quindi, non spetta né ai lavoratori autonomi né ai lavoratori parasubordinati.

Non possono godere dei permessi, poi, neanche:

  • i lavoratori a domicilio
  • gli addetti al lavoro domestico e familiare
  • i lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata.

Permessi legge 104: come funzionano

La consistenza effettiva dei permessi previsti dalla legge 104 varia a seconda di chi sia il soggetto che ne beneficia.

Vediamo, quindi, le diverse ipotesi.

Permessi legge 104 per se stessi

I lavoratori disabili gravi possono fruire dei permessi di cui alla legge 104 per se stessi beneficiando, alternativamente:

  • di riposi orari giornalieri retribuiti pari a una o due ore, a seconda dell'estensione dell'orario di lavoro
  • di tre giorni di permesso retribuito al mese, anche frazionabili in ore.

Permessi legge 104 genitori

I permessi riconosciuti ai genitori di soggetti che si trovino in condizione di disabilità grave consistono, invece, nelle seguenti possibilità.

Se il figlio è minore di tre anni, il lavoratore può godere, alternativamente:

  • di tre giorni di permesso retribuito al mese, anche frazionabili in ore
  • del prolungamento del congedo parentale con diritto per tutto il periodo a un'indennità pari al 30% della retribuzione, fino a massimo tre anni (comprensivi del congedo ordinario) da godere entro il compimento del dodicesimo anno di vita del bambino o, in ipotesi di adozione o affidamento, entro i primi dodici anni dall'ingresso in famiglia del minore
  • di riposi giornalieri retribuiti di una o due ore, a seconda dell'estensione dell'orario di lavoro.

Se invece il figlio ha un'età compresa tra i tre e i dodici anni o, in caso di adozione e affidamento, ha più di tre anni e non sia entrato in famiglia da oltre dodici nani, il lavoratore può godere, alternativamente:

  • di tre giorni di permesso retribuito al mese, anche frazionabili in ore
  • del prolungamento del congedo parentale, nelle stesse modalità sopra viste.

Infine, se il minore ha oltre dodici anni o è entrato in famiglia da oltre dodici anni, il genitore ha diritto solo a tre giorni di permesso al mese, anche frazionabili in ore.

Permessi legge 104 altri beneficiari

Al coniuge, alla parte dell'unione civile, al parente e all'affine del disabile in situazione di gravità, la legge 104 riconosce tre giorni di permesso retribuito al mese, anche frazionabili in ore.

Permessi legge 104 a ore

Si è detto che i tre giorni mensili di permesso retribuito riconosciuti dalla legge 104 possono anche essere frazionati a ore.

A tal fine, occorre tuttavia considerare che è comunque fissato un limite massimo mensile di fruizione, calcolabile utilizzando la seguente formula:

  • orario normale di lavoro settimanale / giorni lavorativi settimanali x 3.

Permessi legge 104: preavviso al datore di lavoro

La legge non prevede nessun preavviso da fornire al datore di lavoro per poter beneficiare dei permessi di cui alla legge 104.

Tuttavia, sia il Ministero del lavoro che l'Inps hanno affermato in più occasioni l'opportunità di comunicare le giornate di assenza in tempo utile per evitare che venga compromessa l'organizzazione aziendale.

Il che rende legittime le eventuali pretese datoriali di conoscere in anticipo i giorni in cui il lavoratore che beneficia della legge 104 intende godere dei permessi.

Permessi legge 104 scuola

In alcuni casi, la contrattazione collettiva è più precisa.

Ad esempio, il CCNL del comparto istruzione e ricerca prevede che, nella scuola, i lavoratori debbano comunicare i giorni in cui intendono assentarsi all'inizio di ogni mese. Solo in caso di necessità e urgenza, la comunicazione può essere presentata nelle ventiquattro ore precedenti la fruizione del permesso, in ogni caso non oltre l'inizio dell'orario di lavoro del giorno di riferimento.

Permessi legge 104: la domanda

La domanda di riconoscimento della possibilità di godere dei permessi retribuiti di cui alla legge 104 va fatta all'Inps in modalità telematica, utilizzando i servizi online messi a disposizione nel sito web dell'Istituto (in particolare avvalendosi del servizio "Invio OnLine di Domande di Prestazioni a Sostegno del Reddito") o il Contact center accessibile chiamando il numero 803164 da rete fissa o il numero 06164164 da rete mobile. In alternativa, la domanda può essere fatta attraverso i patronati.

Dopo aver ottenuto l'autorizzazione, l'Inps deve essere informato tempestivamente (così come deve esserlo il datore di lavoro) di tutte le eventuali variazioni delle situazioni di fatto e di diritto dichiarate nella domanda di riconoscimento dei permessi.

Vai alla guida Legge 104: il vademecum

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(10/01/2020 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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