Ex Ilva, scatta lo sciopero contro gli esuberi di ArcelorMittal. La storia e gli eventi del complesso siderurgico più grande d'Europa
villa Bombrini Genova Ilva
di Raffaella Feola - La storia del complesso siderurgico più grande d'Europa, comincia nel 1961 quando, le Acciaierie di Cornigliano si fondono con l'ILVA, dando vita all'Italsider, inaugurato nel 1965 a Taranto.

Il gruppo Riva

Emblema del boom economico italiano, subisce la crisi degli anni '80 tanto che, Italsider viene acquistata nel maggio del 1995 dal gruppo Riva, fondato dai fratelli Adriano ed Emilio che, assume il nome di Ilva.
E' sotto il governo Dini che, si inizia a parlare di svendita dell'Ilva, tenuto conto che, inizia una privatizzazione da circa 2.500 miliardi di lire per una società la cui valutazione era stata fatta nei termini dei 4.000 miliardi di lire.
I fratelli Riva avevano il compito di rilanciare quello che, seppur per poco tempo, aveva già rappresentato il fiore all'occhiello dell'Italia dell'epoca.
Ma il difficile compito è ostacolato dall'impatto ambientale che, inevitabilmente il polo siderurgico ha, soprattutto sugli abitanti della zona.
Nel corso degli anni, infatti, si è osservato un incremento della media di incidenza e mortalità per le malattie oncologiche come: il mesotelioma pleurico e il tumore al polmone nonchè, l'aumento del tasso di leucemie infantili e incidenza di malattie respiratorie e cardiovascolari.

Le gravi violazioni ambientali: il sequestro

A causa delle gravi violazioni ambientali, nel 2012, la magistratura tarantina dispone il sequestro dell'acciaieria e, tutti i vertici dell'azienda saranno indagati.
La "fabbrica della malattia e della morte" secondo la procura di Taranto, ha causato la morte di oltre 11 mila persone in soli sette anni a causa delle emissioni ma, Mario Monti decise comunque di non chiudere lo stabilimento, autorizzando mediante decreto la prosecuzione della produzione.

La caduta dei Riva: il commissariamento

Nel maggio del 2013, il gip Patrizia Todisco, dispone un maxi sequestro da 8 miliardi di euro sui beni e sui conti del gruppo Riva poichè, tale somma, sarebbe l'accumulo dei mancati investimenti della famiglia Riva in tema di tutela ambientale.
Il sequestro, però, alla fine del 2013 viene annullato dalla Corte di Cassazione e i Riva lasciano il Consiglio d'amministrazione.
Il Governo decide di commissariare l'azienda, il primo commissario nominato è Enrico Bondi che, successivamente viene affiancato da Edoardo Ronchi, entrambi sostituiti dopo un anno da Piero Gnudi e Corrado Carrubba ai quali, si affiancherà Enrico Laghi nel gennaio 2015 quando, mediante una legge ad hoc firmata dal governo Renzi, la società passa in amministrazione straordinaria.

Arcelor Mittal e lo scudo penale

Nel gennaio 2016, viene aperta una gara pubblica al fine di vendere l'Ilva.
A vincere la gara è la multinazionale franco indiana Arcelor Mittal che, prende in mano il timone dell'ex Ilva con lo scopo di rilanciare il polo tarantino.
Indispensabile affinchè l'accordo con l'Italia venga firmato è che Arcelor Mittal possa usufruire di un'immunità penale per i danni causati in passato dallo stabilimento.
Il provvedimento creato per garantire protezione è il c.d. "Scudo penale", mediante al quale i gestori dell'azienda e i futuri acquirenti non sono coinvolti nelle vicissitudini giudiziarie derivanti dal passato.
La legittimità della gara di assegnazione
Luigi Di Maio, ministro per lo sviluppo economico nel 2018, chiede di avviare un'indagine circa la legittimità della gara d'assegnazione dell'Ilva ad Arcelor Mittal.
Si parla di gara viziata ma, l'Avvocatura dello Stato dichiara che annullarla è impossibile.
In conferenza stampa, il 23 agosto 2018, Di Maio dichiarerà: "Se oggi, dopo 2 anni e 8 mesi, esistessero aziende che volessero partecipare alla gara, noi potremmo revocare questa procedura per motivi di opportunità. Oggi non abbiamo aziende che vogliono partecipare, ma se esistesse anche solo una azienda ci sarebbe motivo per revocare la gara".
Arcelor Mittal, abbandona la trattativa poichè, a maggio 2019 si avanza l'ipotesi di eliminare lo scudo penale e di fare in modo che i vertici Ilva, siano messi di fronte alle cause delle loro responsabilità.

Lo sciopero contro i 4.700 esuberi

Arcelor Mittal ha chiesto ulteriori 4700 esuberi per continuare a gestire lo stabilimento pertanto, lavoratori e sindacati sono in protesta.
Fim, Fiom e Uilm affermano che è necessario l'intervento del governo affinchè " si assuma una posizione chiara e in controtendenza rispetto a quanto prospettato da Arcelor Mittal attraverso la presentazione del piano industriale".

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(12/12/2019 - Dott. ssaRaffaella feola ) Foto: wikipedia.org
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