Cos'è la seconda pensione e chi può accedere ai fondi pensione. Anticipo e riscatto della pensione integrativa. Breve guida alla previdenza complementare
coppia di anziani in pensione con soldi
Avv. Marco Sicolo - La seconda pensione, o pensione integrativa, è una soluzione che sempre più italiani scelgono per integrare le prestazioni di previdenza obbligatoria.

Con i sistemi di previdenza complementare, infatti, è possibile accumulare contributi ulteriori rispetto a quelli previsti dal sistema pensionistico pubblico (obbligatorio), per godere di una rendita aggiuntiva al momento in cui si matura il diritto ad andare in pensione, per raggiunti limiti di età o di anzianità contributiva.

Pensione integrativa, cos'è e come funziona

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La pensione integrativa è il frutto di una scelta libera di ciascun lavoratore e viene alimentata dai contributi versati volontariamente da quest'ultimo (e, in alcuni specifici casi, anche dal suo datore di lavoro).

In generale, possono aderire alla seconda pensione i lavoratori dipendenti pubblici e privati, gli autonomi, i professionisti, chi non produce reddito o chi percepisce redditi diversi (es. da proprietà immobiliari).

È inoltre possibile scegliere di alimentare il fondo con le quote Tfr trattenute dal datore di lavoro.

I diversi tipi di fondo pensione

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I fondi pensione possono essere di diverso tipo; i principali sono quelli negoziali e quelli individuali.

I fondi pensione negoziali, o chiusi, fanno riferimento agli accordi raggiunti dai rappresentanti delle parti sociali (lavoratori e datori) a livello di contrattazione collettiva per un dato settore lavorativo e consentono l'adesione del singolo lavoratore, alle condizioni stabilite a livello generale.

I fondi pensione aperti, invece, sono predisposti da banche o intermediari finanziari e consentono l'attivazione di un piano personalizzato, nel cui ambito l'interessato ha la possibilità di concordare l'importo e la periodicità dei contributi, oltre a scegliere il profilo di rischio più aderente alle proprie esigenze.

Gli investimenti nella previdenza complementare

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Il profilo di rischio è appunto uno degli elementi caratterizzanti delle pensioni integrative.

Infatti, il capitale della seconda pensione dipende non solo dall'entità dei contributi accumulati nel corso degli anni dal soggetto aderente, ma anche dal rendimento degli stessi.

Le somme versate dall'interessato a titolo di contributo integrativo vengono, cioè, investite dall'ente che gestisce il fondo pensione in una serie di strumenti finanziari, come azioni e obbligazioni.

Questo aspetto è finalizzato a rendere più cospicuo l'importo delle prestazioni pensionistiche, una volta che l'interessato maturi il diritto a percepirle.

Gli investimenti effettuati devono rispondere a opportuni criteri di prudenza e diversificazione, individuati dalla normativa di settore, che in massima parte è rappresentata dalla disciplina contenuta nel decreto legislativo n. 252 del 2005.

La vigilanza da parte della Covip

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Tutti gli operatori che offrono la possibilità di aderire ai fondi pensione sono sottoposti alla costante vigilanza della Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), l'autorità amministrativa indipendente, i cui componenti sono nominati su proposta del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali.

Proprio uno studio del Covip, tra l'altro, aggiornato a settembre 2019, ha rivelato che in Italia sono ormai quasi 9 milioni le posizioni individuali attivate presso le varie forme di previdenza complementare, come fondi pensione negoziali, aperti e Piani pensionistici individuali (i c.d. PIP, dei sistemi assicurativi con finalità analoghe ai fondi pensione).

Agevolazioni fiscali per la seconda pensione

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In linea generale, una posizione individuale presso un fondo di previdenza complementare può essere attivata in qualsiasi momento, anche quando mancano pochi anni alla maturazione dei requisiti andare in pensione. È fuor di dubbio, però, che prima si aderisce a un fondo pensione, più alta sarà la rendita di cui godere e maggiori saranno i benefici fiscali.

Infatti, uno dei motivi principali che hanno sancito il successo delle pensioni integrative è rappresentato dal fatto che l'importo dei contributi integrativi versati è deducibile in sede di dichiarazione dei redditi fino a un limite di 5.164,57 euro ogni anno. Ciò significa che la base imponibile su cui calcolare l'imposta sarà più bassa e sarà così possibile ricadere in uno scaglione di reddito inferiore.

Inoltre, diversamente da quanto avviene con la previdenza obbligatoria che fa capo a Inps e Inpdap, i fondi pensione offrono la possibilità di ottenere anticipi e riscatti durante la fase di accumulo dei contributi.

Si ricorda, inoltre, che il capitale accumulato presso un fondo pensione non può essere soggetto a pignoramento o sequestro.

Anticipo e riscatto della pensione integrativa

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In particolare, è possibile chiedere un anticipo della pensione integrativa nei seguenti casi:

  • spese sanitarie per motivi gravissimi (interventi, terapie) relativi al soggetto sottoscrittore, al coniuge o ai figli, per un importo fino al 75% del capitale sino ad allora accumulato. Tali importi, in quanto guadagni sugli investimenti, sono soggetti a tassazione, ma in questo caso si tratta di una tassazione agevolata al 15%: l'aliquota può scendere fino al 9%, a seconda dell'anzianità della posizione individuale;
  • spese d'acquisto o ristrutturazione della prima casa per sé o per i figli, fino al 75% del capitale (tassati al 23%), richiedibile dopo 8 anni di iscrizione;
  • spese per altri motivi, fino al 30% del capitale (tassati al 23%), richiedibile dopo 8 anni di iscrizione.

Il riscatto della seconda pensione è invece previsto in caso di disoccupazione da un anno (metà del capitale accumulato), disoccupazione da quattro anni (riscatto totale), invalidità permanente con capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo o morte (in favore degli eredi).

La rendita e la liquidazione del capitale

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Per percepire la seconda pensione occorre aver partecipato per cinque anni all'alimentazione del fondo.

Una volta maturato il diritto a percepire la prestazione, la seconda pensione può essere fruita interamente sotto forma di rendita vitalizia o con liquidazione immediata del 50% del capitale.

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(05/12/2019 - Marco Sicolo) Foto: 123rf.com
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