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Migranti, cosa prevede il decreto rimpatri

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Tempi ridotti da due anni a 4 mesi. Per il ministro Di Maio è il primo passo del "Piano rimpatri sicuri" che ha l'obiettivo di velocizzare le procedure dei rimpatri
barcone di migranti che ricevono soccorsi in mare

di Gabriella Lax - Presentato alla Farnesina il decreto interministeriale migranti, già ribattezzato "decreto rimpatri", che rappresenta il primo passo per il "Piano Rimpatri Sicuri". Come spiega il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: «Un'azione concreta che velocizza le procedure dei rimpatri. Con questo decreto, firmato insieme ai ministri Bonafede e Lamorgese, riduciamo drasticamente i tempi delle procedure: da 2 anni diventeranno 4 mesi».

  1. Migranti, tempi più celeri per i rimpatri
  2. Di Maio: rafforzare cooperazione con Paesi di partenza
  3. Lamorgese: finora 5.261 rimpatri

Migranti, tempi più celeri per i rimpatri

Procedure che si riducono per i rimpatri, richiesta di asilo respinta senza prova di violenze subita in tredici Paesi, quelli ritenuti sicuri: Albania, Algeria, Bosnia Erzegovina, Capoverde, Kosovo, Ghana, Macedonia del Nord, Marocco, Montenegro, Senegal, Serbia, Tunisia e Ucraina. Questi i pilastri su cui si basa il decreto rimpatri.

Prevista quindi una diminuzione dei tempi per la valutazione delle domande di protezione presentate dopo gli sbarchi: 4 mesi a fronte dei due anni attualmente stabiliti. Questa la novità principale prevista dal decreto.

Inoltre, chi arriva dai paesi ritenuti sicuri non potrà essere accolto a meno che non fornisca prove di persecuzioni e violenze. Il decreto non comporta oneri economici di sorta perché toccherà allo stesso richiedente asilo dimostrare di essere stato vittima e di essere fuggito per questo motivo dalla patria.

Per assicurare i rimpatri nascerà un fondo che potrà arrivare fino a 50 milioni di euro.

Di Maio: rafforzare cooperazione con Paesi di partenza

Per il ministro degli Esteri: «Finalmente acceleriamo, negli ultimi 14 mesi non si era fatto nulla. Siamo all'anno zero sui rimpatri. Si tratta di un provvedimento che non urla ma guarda ai fatti perché la redistribuzione - ha spiegato Di Maio in sede di presentazione - ci aiuta ad affrontare il problema non più come Italia ma come Europa. Prossimi passi saranno rafforzare la cooperazione allo sviluppo e consolidare i rapporti con i Paesi di partenza».

Lamorgese: finora 5.261 rimpatri

Per il premier Giuseppe Conte si tratta di «Un grande passo avanti perché ci consentirà di intervenire su un tema su cui siamo sempre stati deficitari in Italia. Sarà una grande svolta velocizzare i rimpatri». «Sicuramente il decreto può essere utile a diminuire i tempi medi ma è difficile ora dire se saranno di un mese o due mesi» ha specificato il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. Lo stesso ministro ha diffuso i dati sui rimpatri che, nel 2019, finora, sono stati 5.261; nel 2018 erano 6.820 e 6.514 nel 2017.

(07/10/2019 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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