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Risparmiometro

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Cos'è il risparmiometro, come funziona, cosa controlla, da quando è attivo e in cosa si differenzia dal redditometro e dallo spesometro
gocce di acqua che finiscono in salvadanaio per risparmi

di Valeria Zeppilli - Il risparmiometro è una delle nuove modalità con le quali lo Stato ha deciso di combattere il problema dell'evasione fiscale, che consiste, in sostanza, in una forma di controllo dei redditi dei contribuenti.

  1. Risparmiometro: cos'è
  2. Risparmiometro: da quando partono i controlli
  3. Come funziona il risparmiometro
  4. Chi controlla il risparmiometro
  5. Risparmiometro: differenze da redditometro e spesometro

Risparmiometro: cos'è

Il risparmiometro è uno strumento di controllo messo a disposizione dell'Agenzia delle entrate, che valuta la differenza tra le somme dichiarate al fisco e quelle depositate e risparmiate, avvalendosi di uno specifico algoritmo.

Se i risparmi sono maggiori, in misura considerevole, rispetto ai guadagni, il fisco avvia la macchina degli accertamenti.

Risparmiometro: da quando partono i controlli

Attualmente, il risparmiometro è attivo ma in fase sperimentale. Il che vuol dire che si stanno effettuando dei controlli selettivi, per verificarne il funzionamento.

Questa fase, tuttavia, dovrebbe concludersi entro la fine del 2019 e dal 2020 prenderanno il via i controlli veri e propri, con la piena operatività dello strumento, che indagherà tra i conti correnti sia delle imprese che dei cittadini.

Come funziona il risparmiometro

Come si è detto, il risparmiometro opera attraverso un algoritmo, in grado di incrociare i dati reddituali dei contribuenti.

Il controllo non è particolarmente complesso, se si considera che dal 2011 l'Agenzia delle entrate riceve periodicamente dalle banche il saldo del conto corrente dei propri clienti.

Affinché i redditi e i risparmi possano dirsi spropositati, in genere si considera uno scostamento del 20% tra la dichiarazione e la giacenza.

Chi controlla il risparmiometro

Sotto la lente di ingrandimento del risparmiometro finiranno tutti i contribuenti, a prescindere dal volume dei loro redditi. In particolare, saranno controllati tutti i titolari di carte di credito, conti correnti, conti deposito, libretti postali, azioni, obbligazioni e titoli di Stato, buoni fruttiferi, polizze assicurative, fondi pensione, fondi di gestione collettiva del risparmio e rapporti fiduciari.

Risparmiometro: differenze da redditometro e spesometro

Il risparmiometro si affianca ad altri due strumenti di lotta all'evasione fiscale: il redditometro e lo spesometro, dai quali deve essere tenuto ben distinto.

Se, infatti, il risparmiometro confronta i redditi dichiarati dal contribuente con i suoi risparmi, lo spesometro li mette a confronto con le spese sostenute e il redditometro con i beni posseduti.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(18/09/2019 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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