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Liberatoria quote condominiali: l'amministratore non può farla

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Quando nel gergo si parla di liberatoria delle quote condominiali si fa in realtà riferimento a una semplice attestazione dello stato dei pagamenti
tanti appartamenti in un condominio concetto multiproprieta

di Valeria Zeppilli - Generalmente, i condomini che hanno intenzione di vendere il proprio immobile, prima della stipula del relativo atto, si recano dall'amministratore di condominio per domandare un documento con il quale tale soggetto attesta che non ci sono ritardi o morosità relativi ai contributi condominiali dovuti dal richiedente.

Nel linguaggio comune, ci si riferisce a questo documento chiamandolo liberatoria. In realtà, però, di una liberatoria non si tratta.

  1. Cos'è la liberatoria
  2. La liberatoria non è una quietanza
  3. Niente liberatoria per le quote condominiali
  4. L'attestazione dello stato dei pagamenti

Cos'è la liberatoria

La liberatoria, infatti, è un documento con il quale un soggetto, creditore, libera un altro soggetto, debitore, dall'onere di restituirgli una determinata somma.

In altre parole, è il documento che, ad esempio, il creditore di mille euro rilascia al suo debitore per liberarlo da tale debito, obbligandosi così a non esigerlo più.

La liberatoria non è una quietanza

Diversa dalla liberatoria è la quietanza, ovverosia il documento con il quale un soggetto (creditore) attesta di aver ricevuto da un altro soggetto (debitore) la somma che gli era dovuta.

Entrambi i documenti fanno sì che una certa somma non debba più essere trasferita da un soggetto a un altro, ma per ragioni diverse: nel caso della liberatoria, perché il creditore ha deciso di non pretendere più il suo credito; nel caso della quietanza, perché il debitore ha onorato il proprio debito.

Niente liberatoria per le quote condominiali

Alla luce di quanto appena detto, è evidente che l'amministratore di condominio non rilascia al condomino che vende il proprio appartamento una liberatoria. Egli, del resto, non ha alcun autonomo potere in tal senso, non potendo decidere di sollevare un condomino dal pagamento delle quote condominiali non pagate. A tal fine, è semmai necessaria un'apposita deliberazione dell'assemblea, peraltro da prendere all'unanimità.

L'attestazione dello stato dei pagamenti

Nell'ipotesi presa in considerazione nel presente approfondimento, quindi, più che di liberatoria occorre parlare di semplice attestazione dello stato dei pagamenti.

Con tale documento infatti, in adempimento di quanto previsto dal numero 9) dell'articolo 1130 del codice civile, l'amministratore non fa altro che "fornire al condomino che ne faccia richiesta attestazione relativa allo stato dei pagamenti degli oneri condominiali", certificando così la regolarità o meno della posizione dello stesso nei confronti del condominio.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(14/09/2019 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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