Dopo l'inchiesta "Angeli e demoni" sui finti abusi di Bibbiano, l'Avvocatura chiede la modifica delle norme sull'affido e maggiori controlli sulle procedure. Facciamo chiarezza su Bibbiano

di Annamaria Villafrate - Il caso scoppiato a fine giugno nel Comune di Bibbiano, in cui risultano coinvolti assistenti sociali, psicologici, ma anche parenti e amici degli stessi, ha provocato una reazione molto forte non solo nel mondo politico e civile ma anche nell'Avvocatura, che chiede la riforma della normativa sugli affidi, e più controlli sui procedimenti che riguardano i minori, per una maggiore tutela di questi soggetti deboli.

Il Ministro Bonafede conferma che manca solo la sua firma sul decreto che prevede l'istituzione di una Squadra speciale di giustizia per la protezione dei minori, per impedire il ripetersi di casi simili a quelli che hanno sconvolto il comune dell'Emilia. La senatrice Licia Ronzulli dice di aver pronta una sua proposta di legge, aperta a modifiche e miglioramenti.

Ma andiamo per gradi:

Caso Bibbiano: cosa è successo

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La vicenda di Bibbiano inizia più di un anno fa. La Procura rileva un aumento atipico di segnalazioni per abusi sessuali perpetrati ai danni dei minori da parte del Servizio Sociale dell'Unione dei Comuni della Val d'Enza.

Partono le indagini guidate dal Gip Luca Ramponi. Dalle intercettazioni delle sedute dei minori risulta un insolito ripetersi delle casistiche. Basta che un insegnante o un parente segnali un problema o la confidenza di un bambino, che subito il caso assume i contorni dell'abuso sessuale. Di li a breve, provvedimenti in via d'urgenza delle autorità giudiziarie preposte alla tutela dei minori, dispongono l'allontanamento dei bambini dalle famiglie, fondate su relazioni non oggettive. Accade ad esempio, che nelle relazioni dei servizi sociali le abitazioni dei bambini vengano descritte come sporche, fatiscenti o pericolanti, rivelandosi invece, ai carabinieri incaricati di fare le ispezioni, come case assolutamente normali.

Il passo successivo prevede l'invio dei bambini presso la struttura pubblica "la Cura", nata per dare sostegno ai minori abusati, gestita dalla onlus "Hansel e Gretel", diretta dallo psicoterapeuta Claudio Foti e dalla moglie. Qui, anche se la Asl può usufruire dei servizi in modo gratuito, i bambini vengono fatti seguire da psicoterapeuti privati che a seduta chiedono il doppio di quanto prevedono le tariffe medie, che si aggirano attorno ai 60, 70 euro.

Per l'accusa, anche da quanto emerso dalle intercettazioni

dei colloqui, i bambini vengono convinti a dichiarare di aver subito abusi sessuali inesistenti e che i disegni, strumento molti utilizzato dagli psicologi per interpretare il mondo interiore dei minori, vengono alterarti al fine di avvalorare la tesi dell'abuso sessuale. Raccolte quindi informazioni sufficienti sui presunti abusi, i bambini sono affidati a parenti o amici dei soggetti coinvolti a favore dei quali è disposta l'assegnazione delle somme previste dalla legge.

L'ordinanza del Gip Luca Ramponi contiene l'accusa nei confronti degli indagati dei reati di maltrattamenti su minori, falso in atto pubblico, violenza privata, lesioni gravissime, frode processuale, depistaggio, abuso d'ufficio, peculato d'uso e tentata estorsione.

Le reazioni dell'avvocatura

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La vicenda di Bibbiano provoca la reazione dell'Avvocatura, che chiede la modifica delle norme sull'affido e maggiori controlli a tutela dei minori. L'Organismo congressuale Forense ritiene che la normativa interna sull'affido debba essere adeguata a quella internazionale in materia e ha deliberato l'istituzione di una banca dati nazionale per censire i bambini dati in affido e le strutture che li ospitano. Occorre poi una maggiore professionalità e preparazione di tutto il personale preposto, il rafforzamento degli uffici giudiziari, interventi per rendere più veloci i tempi della giustizia e un incontro istituzioni e associazioni forensi per concertare misure adeguate in materia. Gli obiettivi principali? Ridurre il potere discrezionale degli assistenti sociali, riconoscere al minore un maggiore diritto di difesa e aumentare i controlli su tutto il procedimento a garanzia dei soggetti deboli.

Affido minori sotto controllo giudice, la proposta

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Licia Ronzulli, presidente della commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza e vice presidente senatori Fi, chiede al Governo di fare leggi ad hoc per fronteggiare, ma soprattutto scongiurare nuovi casi come quelli che hanno dato vita all'inchiesta "Angeli e Demoni", evitando di strumentalizzare politicamente la vicenda.

Già pronto il suo disegno di legge, aperto a modifiche e integrazioni, che prevede in particolare l'istituzione di un osservatorio ad hoc, un registro nazionale degli affidi, costi standard e disposizione dell'affido previa decisione del Pm con decreto motivato. Inoltre, prevede che allontanamento dei minori, individuazione della casa famiglia e affidamento passino sempre dal controllo del giudice, al fine di ridurre la discrezionalità dei servizi sociali; il diritto alla difesa del bambino con un curatore speciale e difensore d'ufficio per i genitori. Infine videoregistrazione e verbalizzazione delle indagini dei servizi sociali a garanzia dei minori, dei genitori e degli operatori.

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