Il medico del lavoro

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Figura fondamentale nella sicurezza sui luoghi di lavoro ecco chi è il medico del lavoro, quali sono i suoi compiti e l'istituzione della cartella sanitaria
un medico del lavoro visita operaio

di Redazione - Nel sistema di sicurezza sui luoghi di lavoro, un ruolo fondamentale è assegnato al medico competente, che ha l'obbligo di collaborare, oltre che con il servizio di prevenzione, anche con il datore di lavoro, per programmare la necessaria sorveglianza sanitaria, effettuare una valutazione dei rischi, predisporre tutte le misure atte a tutelare la salute (sia fisica che psicologica) dei lavoratori, informare i lavoratori stessi e gestire l'organizzazione del primo soccorso.

  1. I compiti del medico del lavoro
  2. Requisiti del medico competente
  3. La cartella sanitaria
  4. Gli altri obblighi del medico del lavoro

I compiti del medico del lavoro

Il medico, inoltre, si occupa in prima persona della sorveglianza sanitaria mediante protocolli sanitari specifici, stabiliti sulla base dei rischi e tenendo conto di tutti gli indirizzi scientifici; suo compito, inoltre, è collaborare alla valorizzazione e alla messa in atto dei cosiddetti piani volontari di promozione alla salute.

Nelle aziende con diverse unità produttive, o in gruppi di imprese, o in tutti gli altri casi in cui ciò si renda necessario, il datore di lavoro ha la possibilità di incaricare più di un medico competente, indicandone uno con funzioni di coordinamento.

Requisiti del medico competente

Il medico competente deve essere specializzato in psicotecnica e medicina preventiva dei lavoratori o in medicina del lavoro, oppure essere docente in tossicologia industriale, clinica del lavoro, igiene del lavoro, igiene industriale, medicina preventiva dei lavoratori o medicina del lavoro.

Il medico competente deve aver frequentato un percorso universitario formativo, e dimostrare di aver svolto attività nel settore per almeno un anno.

La cartella sanitaria

Tra le mansioni del medico competente, vi è anche l'istituzione e l'aggiornamento di una cartella sanitaria per ciascun lavoratore: tale cartella, naturalmente, deve essere custodita in maniera tale da rispettare il segreto professionale, e conservata presso un luogo di custodia stabilito in ogni momento, salvo il tempo necessario alla trascrizione dei risultati della sorveglianza sanitaria.

Alla cessazione dell'incarico, egli deve consegnare tutta la documentazione sanitaria che possiede al datore di lavoro, mentre, quando un lavoratore cessa il proprio rapporto di lavoro, deve ricevere dal medico competente una copia della cartella sanitaria, con tutte le istruzioni utili a conservarla.

Gli altri obblighi del medico del lavoro

I compiti del medico competente, dunque, sono importanti e numerosi: egli, infatti, deve anche prendere parte alla programmazione e alla pianificazione del controllo dell'esposizione dei dipendenti, visitare almeno una volta all'anno gli ambienti di lavoro per definirne la valutazione dei rischi, e informare tutti i lavoratori dei risultati provenienti dalla sorveglianza sanitaria.

Ciò significa che il lavoratore ha diritto di conoscere il significato della sorveglianza cui è sottoposto, e soprattutto la necessità di ricevere accertamenti di tipo sanitario - in caso di contatti con agenti pericolosi o che abbiano effetti sul lungo termine - anche una volta cessata l'attività che lo espone a questi agenti. Infine, il medico, che deve comunicare il possesso dei titoli richiesti tramite autocertificazione, ha anche il dovere di comunicare ai rappresentanti dei lavoratori e al responsabile del servizio di prevenzione i risultati della sorveglianza sanitaria (in forma statistica, collettiva e anonima), dando suggerimenti e indicazioni sul loro significato, così che si possano mettere in atto - se necessarie - nuove misure per la tutela dell'integrità e della salute psicologica e fisica dei lavoratori.


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(26/08/2019 - Redazione) Foto: 123rf.com
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