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Blockchain, servono linee guida

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Il ministero dello Sviluppo economico spinge per l'adozione da parte dell'Agenzia per il digitale (Agid) dei provvedimenti necessari per attuare la norma sulla blockchain contenuta nel decreto Semplificazioni
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di Gabriella Lax - Per la Blockchain l'Italia è ferma al palo, in attesa delle linee guida.

  1. Blockchain: cos'è
  2. Blockchain, a che punto siamo
  3. Blockchain, ferma al palo
  4. Blockchain, le opportunità che offre

Blockchain: cos'è

Blockchain, catena di blocchi, è in sostanza un grande registro pubblico, un libro mastro digitale che consente di annotare, custodire e consultare i dati di ogni transazione e passaggio di denaro in maniera trasparente, efficace e sicura su un network di computer a elevate capacità di calcolo, i "nodi" della catena che si occupano di verificare, approvare, liquidare e archiviare le operazioni.

Un sistema "distribuito" (tipo Peer to Peer) composto da blocchi contenenti le diverse transazioni, strettamente legati tra loro quanto alle informazioni registrate che diventano, di fatto, immutabili e immodificabili a meno di non ottenere l'approvazione della maggioranza dei nodi della rete.

Blockchain, a che punto siamo

Ma le aziende hanno compreso l'importanza di questa tecnologia?

Secondo i dati raccolti da Ipsos: solo il 20% degli italiani è informato su cosa sia la Blockchain, il restante 17% ne ha sentito parlare ma non sa bene di cosa si tratti, il 62% non l'ha mai sentita. Se ci si sposta in ambito aziendale la percentuale di chi conosce la tecnologia sale all'85%, con appena il 4% dei manager che non ne ha mai sentito parlare.

Blockchain, ferma al palo

Il ministero dello Sviluppo economico, come riporta il Sole 24 Ore, spinge per l'adozione da parte dell'Agenzia per il digitale (Agid) dei provvedimenti necessari per attuare la norma contenuta nel decreto semplificazioni che propone un inquadramento giuridico della tecnologia dei "blocchi" negli ambiti diversi da quello più conosciuto delle criptovalute.

In queste ore si è in attesa delle linee guida e degli standard tecnici dell'Agenzia per il digitale che fa capo al ministero della Pubblica amministrazione. Da un lato, gli uffici del ministro dello Sviluppo, il vicepremier e leader M5S Luigi Di Maio, avrebbero chiesto indicazioni sulla tempistica prevista. Due distinti gruppi di lavoro coordinati dallo Sviluppo lavorano su Strategie nazionali di blockchain e intelligenza artificiale. I risultati saranno inviati alla Commissione europea che ha chiesto piani nazionali a tutti gli stati membri.

Blockchain, le opportunità che offre

La norma contenuta nel decreto semplificazioni dà una definizione ufficiale di «tecnologie basate su registri distribuiti» e fa un primo passo verso il "valore legale"delle blockchain intervenendo sulla validazione temporale elettronica e "smart contract".

Per quanto riguarda il primo ambito: «la memorizzazione di un documento informatico attraverso l'uso di tecnologie basate su registri distribuiti produce gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica fissato nell'articolo 41 del regolamento (UE) n. 910/2014».

Si fa riferimento solo all'articolo 41 del regolamento Ue. Della validazione temporale elettronica qualificata «che gode della presunzione di accuratezza della data e dell'ora che indica e di integrità dei dati ai quali tale data e ora sono associate» si parla nell'articolo 42. Secondo quanto prevede la normativa spetterà all'Agenzia per il digitale individuare gli standard tecnici che le tecnologie basate su registri distribuiti devono possedere per produrre gli effetti sopra indicati. Servirà anche sbloccare gli "smart contract" ossia i cosiddetti contratti intelligenti, di cui il decreto dà una definizione demandando all'Agenzia i compiti di fissarne i requisiti con delle linee guida. Smart contract è, sostanzialmente, «un programma per elaboratore che opera su tecnologie basate su registri distribuiti e la cui esecuzione vincola automaticamente due o più parti sulla base di effetti predefiniti dalle stesse. Gli smart contract soddisfano il requisito della forma scritta previa identificazione informatica delle parti interessate». In pratica è la traduzione in codice di un contratto in modo tale da eseguire automaticamente le clausole contrattualial verificarsi di determinate condizioni stabilite ex ante e inserite all'interno del codice. Al concretizzarsi di predeterminati input, il codice fa corrispondere predeterminati output.

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(16/05/2019 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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