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Reddito di cittadinanza, la disdetta si paga

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Secondo i Caf, in attesa che venga chiarita la procedura per poter richiedere lo stop dei bonifici e uscire dalla platea dei beneficiari, sarà necessario restituire quanto incassato con la card reddito di cittadinanza
mani che sostengono cartello con reddito cittadinanza

di Gabriella Lax - Arrivano fino a 130mila i pentiti del reddito di cittadinanza. La notizia che trapela però è che la disdetta si paga, o meglio, secondo i Caf, in attesa che venga chiarita la procedura per poter richiedere lo stop dei bonifici e uscire dalla platea dei beneficiari, sarà necessario restituire quanto incassato con la card.

Reddito di cittadinanza, chi si pente dovrà restituire somme

Nei prossimi giorni sarà una circolare dell'Inps a fare chiarezza su modi e tempi della disdetta ed entità degli importi da restituire. Intanto la platea dei rinunciatari del reddito di cittadinanza potrebbe arrivare a 130mila persone (vedi anche Reddito di cittadinanza: più di 100mila i pentiti). Come riferisce Il Messaggero, sembra che per le domande di disdetta dovranno essere espletati una serie di passaggi, passeranno dunque alcune settimane (o addirittura mesi) prima che le card possano essere bloccate. E dunque le mensilità già incassate andranno restituite, peraltro probabilmente in un'unica soluzione. Dovrà inoltre essere aperto un nuovo canale telematico attraverso cui far passare le richieste dei cittadini pentiti. Dopodiché le domande andranno trasmesse all'Inps, a cui spetterà elaborare i rifiuti e rendere operativo lo stop.

Reddito di cittadinanza, i motivi della rinuncia

I motivi di questi passi indietro nel percepire il reddito di cittadinanza, da un lato si possono intuire: ci sono paletti troppo stretti e controlli troppo serrati quando, nella maggior parte dei casi, le somme percepite sono ben lontane dai 700 euro mensili anelati da molti. Dai Caf fanno sapere però che a voler disdire il sussidio non sono solo i beneficiari con obblighi lavorativi sulle cui tessere sono state accreditate somme molto più basse delle aspettative. Alcune pratiche sono state congelate anche solo per un email o un numero di telefono errato: i centri di assistenza fiscali non hanno canali telematici tramite cui comunicare all'Inps integrazioni di questo tipo. Così per risolvere l'impasse si è pensato di annullare la domanda e ripresentala con le integrazioni. Ma attenzione, non è detto che per chi rinuncia al reddito di cittadinanza non debba passare un certo periodo prima che possa presentare di nuovo la richiesta per il sussidio.

(16/05/2019 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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