Cos'è l'economia circolare, su quali pilastri si fonda, obiettivi, vantaggi e i nuovi criteri Ue per un Europa più pulita e competitiva
economia circolare nel cielo

di Annamaria Villafrate - L'economia circolare è un nuovo modo di produrre nel rispetto dell'ambiente e del valore delle cose. La parola d'ordine è "riciclare" e porre fine agli sprechi. Un'economia però per essere sostenibile non può continuare ad aggredire risorse nuove, ma utilizzare quelle già disponibili. Cerchiamo quindi di capire cos'è l'economia circolare, su quali pilastri si fonda, quali sono i suoi obiettivi e i vantaggi che produce a livello ambientale, sociale ed economico e infine cosa prevede il Piano d'azione UE 2020 (sotto allegato) per un'Europa più pulita e competitiva.

Economia circolare definizione

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L'economia circolare è un modello di economia in grado di rigenerarsi da sola, sfruttando fonti biologiche e tecniche disponibili, che così vengono rigenerate e valorizzate. In questo modo come disse Lavoisier "nulla si crea nulla si distrugge, tutto si trasforma". Questo tipo di economia si contrappone a quella tradizionale, definita lineare. Caratteristiche dell'economia lineare sono: l'estrazione di materie prime nuove e un consumo di massa che genera, una volta consumato il prodotto, materiale di scarto.

La differenza tra i due modelli è quindi evidente.

Il primo ricicla gli scarti per produrre nuovi prodotti ed evitare di estrarre nuove materie prime, con tutta una serie di vantaggi a livello ambientale, sociale e climatico.

L'economia lineare invece, fondata sulla produzione di rifiuti, genera solo inquinamento e surriscaldamento e crea disuguaglianze sociali enormi, a causa delle guerre che si scatenano per accaparrarsi le fonti delle materie prime più importanti.

Gli obiettivi dell'economia circolare

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L'economia circolare non è però solo un modello economico, ma una vera e propria filosofia che persegue principalmente tre finalità:

  • allungare la vita del prodotto;
  • produrre ex novo prodotti destinati a durare più a lungo;
  • ridurre i rifiuti attraverso il riciclo.

Il concetto di rifiuto

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A voler essere precisi tuttavia per l'economia circolare i rifiuti non esistono. Tutto può essere riutilizzato e reimmesso nel ciclo produttivo, per creare nuova materia. Per questo è importante creare prodotti con materiali atossici e progettati fin dall'inizio per poter essere riutilizzati. Solo così è possibile ridurre, se non addirittura azzerare, gli scarti produttivi.

I principi base

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L'economia circolare si fonda quindi soprattutto su questi tre principi fondamentali:

  • il primo considera i rifiuti prodotti da industrie e privati, non come materia di scarto, ma come materiale riutilizzabile, ovvero una seconda materia prima;
  • il secondo punta a scongiurare lo spreco a monte. La soluzione potrebbe essere quella di condividere con altri consumatori beni, ancora in buono stato e poco usati, per evitare di buttarli o lasciarli giacere negli scatoloni, inutilizzati;
  • il terzo invece si pone l'obiettivo di arrestare la morte precoce della materia. Per questo l'imperativo è riparare anziché che buttare.

Per attuare l'economia circolare però non basta riciclare, è necessario ripensare a tutte le fasi della produzione e prestare più attenzione all'intera filiera interessata al ciclo produttivo. Il tutto nel rispetto di 5 principi base elaborati dalla Fondazione Ellen MacArthur, che da tempo si occupa di economia rigenerativa e riparativa:

  • costruire i prodotti in modo che possano essere smontati e ristrutturati;
  • pensare a prodotti in grado di adattarsi al mutamento delle condizioni esterne;
  • abbandonare le fonti fossili e affidarsi a energie rinnovabili;
  • ragionare olisticamente, prestando attenzione alle relazioni causa effetto tra i vari componenti;
  • favorire il reimpiego delle materie secondarie di qualità.

I vantaggi di un'economia virtuosa

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Oltre ad essere una necessità, l'economia circolare porta con sè numerosi vantaggi e non solo di ordine ambientale o di impatto sul clima. In virtù di misure come la prevenzione dei rifiuti, il riutilizzo dei materiali e l'ecodesign, le imprese di tutta Europa otterrebbero un notevole risparmio netto del loro fatturato annuo, riducendo al contempo le emissioni totali di gas serra.

Ma non è tutto. L'economia circolare produce, tra i vari benefici, una maggiore sicurezza sulla disponibilità delle materie prime, un aumento della competitività, un impulso all'innovazione e alla crescita economica, ma soprattutto un incremento dell'occupazione.

Tutti benefici che, naturalmente, producono effetti positivi anche nei confronti dei consumatori finali, che potrebbero contare su prodotti durevoli e innovativi, in grado di farli risparmiare e migliorare la qualità delle loro vite.

I nuovi criteri e i settori di intervento del piano UE 2020

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Il Piano d'azione europeo 11 marzo 2020 per un'economia circolare, si pone l'ambiziosa finalità di realizzare un'Europa più pulita e competitiva, che punta alla neutralità climatica entro il 2050. Un modello di economia in grado di produrre un aumento del Pil comunitario dello 0,5% entro il 2030 e di creare 700.000 posti di lavoro.

Il piano d'azione, ispirandosi a nuovi principi elaborati per la piena realizzazione dell'economia circolare, prevede misure che interessano l'intero ciclo di vita del prodotto. Più attenzione inoltre al design, incentrato sulla realizzazione di prodotti sostenibili, per migliorare la riusabilità, la durabilità, l'aggiornamento e la possibilità di riparare anziché buttare. A questo proposito si sta pensando di prevedere a un vero e proprio "diritto alla riparazione" in favore dei consumatori, come obiettivo da realizzare entro il 2021.

Il Piano, decisamente ricco e articolato, prevede inoltre azioni in 7 diversi settori dell'economia.

  • Elettronica e Information Comunication Tecnology: finalizzata a prolungare la vita dei prodotti e migliorare raccolta e trattamento dei rifiuti.
  • Veicoli e batterie: per migliorare sostenibilità e soprattutto il riciclo.
  • Imballaggi: per ridurre quelli in eccesso e introdurre nuove regole su che cosa può essere impiegato sul mercato.
  • Plastica: più attenzione alle micro-plastiche, ai materiali biodegradabili, a quelli a base biologica e una disciplina più severa sui quantitativi di prodotto riciclato che devono essere contenuti in quelli finali.
  • Edilizia: per la promozione di nuovi principi da applicare alle costruzioni.
  • Tessili: per innovare il settore e renderlo più competitivo.
  • Alimentazione: per rimpiazzare stoviglie e imballaggi alimentari monouso con prodotti sostituibili.
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Scarica pdf Commissione Europea Nuovi Criteri 11.03.2020
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Foto: 123rf.com
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