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La riforma della legittima difesa

La riforma della legittima difesa, approvata alla Camera sul testo unificato licenziato dal Senato, prevede una difesa "sempre" legittima in caso di violazione di domicilio e pene più severe per diversi reati
ladro che si dirige di notte verso una casa con pistola in mano
di Lucia Izzo - Una difesa "sempre" legittima in caso di violazione di domicilio e scriminata anche qualora si sia agito "in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto". Sono alcune delle modifiche che potrebbero essere ben presto introdotte nel codice penale, modificando radicalmente il profilo della legittima difesa e le pene previste per una serie di reati (furto in abitazione, scippo, rapina e violazione di domicilio).
Tanto è previsto, infatti, dalla riforma della legittima difesa, uno dei provvedimenti "bandiera" della Lega guidata da Matteo Salvini, dopo il decreto sicurezza.
Sul testo unico approvato al Senato (sotto allegato), la Camera ha dato il via libera il 6 marzo 2019 e il testo dovrà comunque tornare a palazzo Madama per il sì definitivo, per una modifica relativa alle coperture finanziarie.

Vediamo le novità della riforma della legittima difesa:

  1. Difesa "sempre" legittima se è violato il domicilio
  2. Violazione domicilio, furto e rapina: pene inasprite
  3. Legittima difesa: esclusa la responsabilità civile
  4. Gratuito patrocinio per chi si è difeso legittimamente

Difesa "sempre" legittima se è violato il domicilio

L'art. 52 del codice penale prevede che non sia punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa.

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Il d.d.l. prevede che la difesa diventi "sempre" legittima e sussista il suddetto rapporto di proporzione nei casi di violazione di domicilio (art. 614 c.p.). Si tratta di una disposizione nella quale i detrattori vedono una preoccupante deriva giustizialista, nonostante dalla Lega giungano rassicurazioni sull'esclusione di ogni rischio "far west".

Con l'introduzione di un semplice avverbio, in sostanza, sarà consentito sempre scriminare la condotta della persona, legittimamente presente nell'abitazione o nel luogo privato in cui si esercita un'attività commerciale professionale o imprenditoriale, che usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo per difendere la propria o altrui incolumità e i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione.

Inoltre, la riforma prevede di inserire un quarto comma all'art. 52 c.p., a norma del quale, nel caso summenzionato è ritenuto agire "sempre" in stato di legittima difesa "colui che compie un atto per respingere l'intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone".

La riforma modifica altresì l'art. 55 del codice penale che disciplina l'eccesso colposo introducendovi un nuovo comma secondo il quale: "nei casi di cui ai commi secondo, terzo e quarto dell'articolo 52, la punibilità è esclusa se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito nelle condizioni di cui all'articolo 61, primo comma, n. 5 (minorata difesa), ovvero in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto".

Violazione domicilio, furto e rapina: pene inasprite

Il d.d.l. si occupa anche di inasprire le pene per un'ampia una platea di reati. Vediamo nello specifico:

Violazione di domicilio

La nuova forbice sanzionatoria prevista per la violazione di domicilio (art. 614 c.p.), sarebbe la reclusione da uno a quattro anni, anziché l'attuale sei mesi a tre anni.
La reclusione, invece, sarebbe da due a sei anni (non più da uno a cinque anni) se il fatto è commesso con violenza sulle cose o alle persone, ovvero se il colpevole è palesemente armato.

Furto in abitazione e furto con strappo

Per il furto in abitazione e il furto con strappo (624-bis c.p.), invece, la sanzione prevista (oltre alla multa da 927 euro a 1.500 euro) è la reclusione da quattro a sette anni, in luogo della soglia da tre a sei anni. Se il reato è aggravato dalle circostanze previste dagli artt. 61 e 625, comma 1, c.p., si rischia la reclusione da 5 a 10 anni (anziché 4-10 anni) e la multa da 1.000 a 2.500 euro (anziché da 927 a 2.000 euro).
Inoltre, modificando l'art. 165 c.p., è previsto che per il reato di cui all'art. 624-bis c.p. la sospensione condizionale della pena sia comunque subordinata al pagamento integrale dell'importo dovuto per il risarcimento del danno alla persona offesa.

Rapina

Pene più severe anche per il reato di rapina: resta invariato il massimo edittale (10 anni), mentre il minimo passa da 4 a 5 anni di reclusione. Sono ritoccate in peius anche le pene per la rapina aggravata: il minimo passa da 5 a 6 anni di reclusione, invariato il massimo (20 anni). Più pesante anche la multa, che passa da 2000 euro di minimo (anziché 1290) fino a massimo 4000 euro (anziché 3098).

Legittima difesa: esclusa la responsabilità civile

Il provvedimento punta anche a modificare i riflessi civilistici della legittima difesa, evitando che colui che agisce nella propria abitazione per difendere se o altri sia responsabile del danno cagionato. L'art. 2044 c.c., ritoccato dal d.d.l., stabilirà che la responsabilità di ha compiuto il fatto sia esclusa nei casi di cui all'art. 52 (commi secondo, terzo e l'aggiunto quarto) c.p. come modificato.

Nei casi di eccesso colposo di colui che ha commesso il fatto per salvaguardare la propria o altrui incolumità, invece, sarà dovuta un'indennità la cui misura è rimessa all'equo apprezzamento del giudice, tenuto altresì conto della gravità, delle modalità realizzative e del contributo causale della condotta posta in essere dal danneggiato.

Gratuito patrocinio per chi si è difeso legittimamente

ll d.d.l. interviene anche in materia di spese di giustizia inserendo, dopo l'art. 115 del Testo Unico delle spese di giustizia (d.P.R. n. 115/2002), un nuovo art. 115-bis.

La norma estende il gratuito patrocinio alla persona nei cui confronti si procede penalmente, per fatti commessi in condizioni di legittima difesa o eccesso colposo, ma in favore del quale è disposta l'archiviazione o sentenza di non luogo a procedere o di proscioglimento perché il fatto non costituisce reato.

Lo Stato avrà, tuttavia, diritto a ripetere le somme anticipate nel caso in cui, a seguito della riapertura delle indagini, della revoca o della impugnazione della sentenza di non luogo a procedere o della impugnazione della sentenza di proscioglimento, sia pronunciata sentenza irrevocabile di condanna.

Scarica pdf D.D.L. Riforma Legittima Difesa
(25/02/2019 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com

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