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Reddito di base europeo: la proposta di Grillo sull'Eurodividend

A finanziare l'Eurodividend basterebbe una combinazione tra Iva europea, imposta sul reddito delle società europee, una tassa europea sul carbonio e una tassa sulle transazioni finanziarie europee
domanda su scala che raggiunge lampadina idea

di Gabriella Lax - L'obiettivo che si era prefisso il Movimento 5 Stelle, ossia l'introduzione del reddito di cittadinanza, è stato raggiunto. A questo punto però secondo Beppe Grillo, già mente ispiratrice dei pentastellati, si deve fare di più.

Dopo il reddito di cittadinanza Grillo pensa ad un reddito di base europeo

«Sarebbe il primo passo fatto davvero verso l'idea dell'integrazione europea. Per ora parliamo di 200 euro al mese. Sicuramente pochi. Ma già qualcosa su cui contare e da cui partire. Se fossero di più potremmo far studiare migliaia di ricercatori, formare migliaia di persone». Così scrive sul suo blog per lanciare l'idea. Il punto di partenza è il rischio di povertà e di esclusione sociale nell'Unione europea. Secondo i dati riportati da Eurostat, 113 milioni di europei sono in condizioni di povertà o di esclusione sociale. Stretti tra alti livelli di disoccupazione da un lato, e la rivoluzione tecnologica e digitale che sta cambiando i pilastri fondamentali dell'occupazione. Questo genera ulteriori squilibri. Questi i presupposti per arrivare ad un reddito base europeo.

Reddito base europeo, i presupposti

Secondo Grillo, il reddito base europeo sarebbe concesso incondizionatamente a tutti i cittadini dell'UE e ai residenti legali a lungo termine.

«Questo rappresenterebbe un modo intelligente per affrontare le urgenti priorità sociali:

  • Ridurre la povertà e le disuguaglianze di reddito;
  • Fornire un reddito che non sostituirebbe i programmi nazionali di assistenza sociale per i disoccupati, ma si aggiungerebbe ad essi;
  • Ridurre gli squilibri economici e sociali eccessivi tra i paesi della zona euro».

E ancora, il cosiddetto eurodividend sarebbe distribuito a tutti i residenti adulti degli Stati membri dell'UE su base individuale e senza test di verifica o requisiti di lavoro. E potrebbe partire da 200 euro a testa. Per quanto riguarda i fondi per arrivarci, la risposta c'è già. «Il finanziamento - afferma Grillo - potrebbe essere basato su una combinazione dei seguenti prelievi: un'Iva europea, un'imposta sul reddito delle società europee, magari quelle a più alto tasso di automazione, una tassa europea sul carbonio e una tassa sulle transazioni finanziarie europee. In più potrebbe essere integrata da una riassegnazione di alcuni Fondi europei poco usati. Gli strumenti di certo non mancano - e infine conclude - C'è bisogno di volontà. Ciò che conta è che il suo finanziamento dipenda dalle risorse proprie dell'UE per stabilire un chiaro legame tra il bilancio dell'UE e i benefici per i cittadini europei».

(06/02/2019 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com

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