Pagare meno tasse è possibile, ma serve una strategia che tenga conto soprattutto di una buona pianificazione dei costi e di un buon commercialista. Vediamo insieme

di Annamaria Villafrate - Pagare meno tasse è il sogno di tutti, piccoli e grandi imprenditori. Non serve andare alla ricerca dei paradisi fiscali più lontani per farlo. Basta conoscere in modo un po' più approfondito il nostro sistema fiscale, per comprendere che i sistemi legali per abbattere le imposte esistono. Basta rivolgersi a un buon commercialista per capire infatti che il costo legato alla tassazione è condizionato da diversi fattori: la personalità giuridica che si sceglie per la propria impresa, il tipo di attività, il regime fiscale a cui è assoggettata, ma soprattutto la gestione dei costi, senza dimenticare tutte le agevolazioni previste per categorie specifiche, impossibili da elencare in questa sede. Ecco quindi alcune idee soprattutto per chi ha già o vuole aprire un'impresa, per pagare meno tasse in Italia.

Pagare meno tasse legalmente

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Come pagare meno tasse in Italia? Non è aggirando il Fisco che si risolvono le cose. Anzi, la decisione può rivelarsi decisamente controproducente, visto che poi, alle imposte da pagare, si sommano le sanzioni. Molto meglio "studiare" insieme al proprio commercialista come funziona il fisco italiano e come è possibile, nel rispetto della legalità, tagliare le imposte che inesorabilmente tolgono il sonno a molti.

Si, perché risparmiare è possibile, mettendo in atto un vero e proprio piano di azione. Vediamo in cosa consiste.

Il commercialista

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Visto che non tutti possiamo essere degli esperti in materia fiscale, sempre meglio rivolgersi a un commercialista. In questo professionista infatti si uniscono competenza in ambito economico, finanziario, commerciale e soprattutto tributario. Nella scelta del commercialista è necessario valutare soprattutto la serietà, la professionalità e la preparazione. Certo non deve costare una fortuna, ma se fa bene il suo lavoro, i soldi per il suo compenso saranno sicuramente i meglio spesi.

Il regime fiscale

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Benissimo, a questo punto, scelto il commercialista, è il momento di scegliere il regime fiscale, preferendo, se possibile quello più vantaggioso, che consente cioè il maggior risparmio in tasse. Da qualche anno infatti sono diversi i regimi agevolati (minimi, forfettario) tra cui è possibile scegliere. per non parlare della flat tax, che stando alle previsioni dell'attuale Governo farà risparmiare un bel po di soldi, prima alle imprese e poi alle famiglie.

La personalità giuridica dell'impresa

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Un' altra questione da non trascurare è la forma da dare all'impresa. Dal punto di vista fiscale infatti una cosa è aprire una ditta individuale, altra è invece affacciarsi al mondo delle società di persone o di capitali. In genere più è complessa la struttura, più lo sarà la contabilità e il peso delle tasse da sostenere, ma anche in questo caso, solo un commercialista esperto è in grado di consigliare al meglio, se l'obiettivo è pagare meno tributi.

La previdenza complementare

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I contributi previdenziali rappresentano un altro problema che, chi vuole mettere su un'attività imprenditoriale, non può trascurare. Ora, tutti sanno che nel prossimo futuro probabilmente non ci saranno più soldi per pagare le pensioni. Chi ne ha la possibilità quindi, deve cercare di farsi una pensione integrativa, anche perché i costi spesi per questa sono deducibili dal reddito imponibile entro determinati limiti d'importo, con conseguente abbassamento dell'aliquota IRPEF applicabile.

Le sponsorizzazioni sportive

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Un'altra spesa in grado di ripercuotersi positivamente sulle imposte da pagare è quella per le sponsorizzazioni sportive, deducibili per intero se sostenute nel rispetto di determinati requisiti, tra cui il nesso con l'attività svolta. Insomma un modo per risparmiare e contestualmente investire nel proprio brand e nella propria immagine professionale.

La corretta gestione dei costi

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Tutte buone indicazioni, ma per pagare meno tasse, la strategia più intelligente da mettere in atto riguarda la pianificazione dei costi, da mettere in atto fin dall'inizio dell'anno contabile, per non ritrovarsi poi a dicembre a spendere e spandere nel tentativo di abbassare l'imponibile. Questo è sicuramente il suggerimento più utile che ogni commercialista dovrebbe dare ai propri clienti, avendo cura di precisare però che, non tutte le spese sostenute durante l'anno possono, hanno il potere di abbassare il carico fiscale, ma solo quelle inerenti, ovvero collegate all'attività svolta.

Tanto per capirci, chi possiede una ditta di autotrasporti, non può pretendere di dedurre il costo della collana regalata alla moglie per l'anniversario. Non solo, chi opta per questa strategia dei "costi" deve conservare tutta la documentazione da cui risulta che quei soldi sono stati "spesi", avendo cura di raccogliere in un'unica cartellina scontrini, fatture d'acquisto, ricevute e quant'altro. Detto questo è bene sapere che alcuni costi sono interamente deducibili, altri invece lo sono solo in parte.

Costi aziendali deducibili per intero

Alcune voci di costo sostenute per l'azienda infatti si possono dedurre per intero dal reddito aziendale, purché inerenti con l'attività svolta. Pensiamo ad esempio a un fabbro. Questo artigiano potrà sicuramente dedurre il costo sostenuto per il ferro acquistato per la sua produzione.

Nel caso invece di un libero professionista, come un consulente fiscale, ad esempio, nessuno gli potrà contestare la possibilità di dedurre i costi sostenuti e debitamente documentati relativi all'acquisto di riviste professionali, stampanti, materiale di cancelleria, voucher per collaborazioni occasionali, ecc.

Costi parzialmente deducibili

Accanto ai costi deducibili per intero ci sono quelli deducibili solo in parte, che non devono essere per questo trascurati, visto che anche questi hanno il potere di abbattere il costo delle imposte. I principali, tra i tanti previsti, sono:

  • il costo sostenuto per l'acquisto dell'auto aziendale, che permette anche di detrarre parte dell'Iva e di dedurre i costi per la manutenzione ad esempio;
  • il costo per l'acquisto del telefono cellulare;
  • le spese sostenute per alberghi e ristoranti, se il soggiorno e i pasti sono inerenti all'attività svolta;
  • le spese di rappresentanza, che comprendono la distribuzione di materiale gratuito per finalità promozionali;
  • il costo dei corsi di formazione, compresi quelli online purché collegati sempre all'attività d'impresa;
  • e le spese per la manutenzione ordinaria dei beni di proprietà.

Il costo del personale

Ecco arrivati al punto dolente per ogni attività. Già, non serve infatti avere una grande impresa per sapere quanto "purtroppo" costa un dipendente. Certo, si tratta di un problema enorme, soprattutto per gli alti livelli di disoccupazione presenti in Italia. Innegabile però che i costi legati all'assunzione di un lavoratore alle proprie dipendenza sono talmente elevati che, soprattutto all'inizio della propria attività, pochi si possono permettere. Per questo, chi ha bisogno di tagliare i costi, più che investire in personale, deve farlo in tecnologia.

Acquistando macchinari e attrezzature, infatti, è possibile dedurne il costo. Non solo i macchinari presentano tutta una serie di vantaggi dal punto di vista pratico, che una persona in carne e ossa, sfortunatamente, non può soddisfare.

Un altro modo per risparmiare sul costo legato al personale poi è il ricorso all'outsourcing, ovvero la esternalizzazione di alcune attività o processi produttivi. In questo modo, al vantaggio di non dover fare tutto da soli, si ha la possibilità di avere un po' più di respiro sui termini di pagamento. Una cosa infatti è dover pagare un dipendente tutti i mesi, altra è accordarsi con il fornitore e saldare la fattura a 60 giorni.

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Foto: 123rf.com
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