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Il Codice della crisi e dell'insolvenza

Cos'è il codice della crisi e dell'insolvenza che presto andrà a riformare le procedure concorsuali e il sovraindebitamento. Guida ai punti della riforma
Uomo disperato con le mani in testa

di Valeria Zeppilli - Il Codice della crisi di impresa e dell'insolvenza dovrebbe presto divenire realtà: il Consiglio dei ministri ha infatti approvato lo schema di decreto legislativo che lo introduce, così preparando di fatto la strada per la sua entrata in vigore.

Indice:

  1. Cos'è il codice della crisi e dell'insolvenza
  2. Procedura di allerta e di composizione della crisi
  3. Gli strumenti di regolazione della crisi
  4. La composizione della crisi da sovraindebitamento
  5. La liquidazione giudiziale: addio al fallimento
  6. Il nuovo concordato preventivo
  7. L'esdebitazione
  8. La crisi dei gruppi di imprese
  9. Modifiche al sistema penale e al codice civile

Cos'è il codice della crisi e dell'insolvenza

Il codice della crisi e dell'insolvenza si pone come obiettivo quello di riformare la materia delle procedure concorsuali e della crisi da sovraindebitamento, semplificando le norme attualmente vigenti e garantendo la certezza del diritto.

Nel farlo, prevede tra le altre cose un modello processuale particolarmente celere, in cui non si parla più di fallimento ma di liquidazione giudiziale e in cui alla nozione di insolvenza si affianca quella di stato di crisi, inteso come probabilità di una futura insolvenza.

La riforma dà poi priorità alle proposte che comportano il superamento della crisi mantenendo la continuità aziendale e armonizza la gestione della crisi e dell'insolvenza con le tutele dei lavoratori.

Procedura di allerta e di composizione della crisi

Innanzitutto, il codice introduce la procedura di allerta e di composizione assistita della crisi, con il fine di anticipare l'emersione di quest'ultima, analizzando le cause della sofferenza dell'impresa e incentivando il raggiungimento di un accordo con i creditori.

Gli indicatori della crisi sono rappresentati dagli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, valutati tenendo conto delle caratteristiche dell'impresa e dell'attività svolta dal debitore.

Per l'imprenditore che si attiva tempestivamente per evitare che la crisi si aggravi e che presenta una domanda di accesso a una procedura regolatrice della crisi o dell'insolvenza vengono riconosciute delle misure premiali cumulabili.

Gli strumenti di regolazione della crisi

Gli strumenti di regolazione stragiudiziale della crisi previsti dalla riforma sono molteplici.

In particolare si tratta:

  • dei piani attestati di risanamento,
  • degli accordi di ristrutturazione dei debiti,
  • degli accordi di ristrutturazione ad efficacia estesa,
  • delle convenzioni di moratoria.

La composizione della crisi da sovraindebitamento

Nel codice della crisi e dell'insolvenza è racchiusa anche la disciplina delle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento.

Si tratta, in particolare, di procedure riservate a particolari categorie di soggetti, che consistono nel piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore, nel concordato minore e nella liquidazione controllata.

In caso di procedure cd. famigliari, ovverosia che coinvolgono famigliari conviventi o un gruppo famigliare, la riforma prevede come indispensabile una gestione e una soluzione unitaria della crisi, che quindi non potrà essere gestita con diversi progetti di risoluzione dello stato di sovraindebitamento.

La liquidazione giudiziale: addio al fallimento

Di primo piano è l'introduzione della procedura di liquidazione giudiziale, destinata a prendere il posto del fallimento.

Mantenendo i caratteri fondamentali della procedura, la riforma mira a incentivarne la rapidità e la concentrazione. Vengono inoltre dettate molteplici norme che, in attuazione del principio della par condicio creditorum, riformano gli effetti della liquidazione giudiziale sugli atti pregiudizievoli ai creditori.

Il nuovo concordato preventivo

Nel codice è dettata anche una nuova disciplina del concordato preventivo, che si suddivide in concordato in continuità aziendale e concordato liquidatorio.

Il primo è quello privilegiato dalla riforma, mentre il secondo è accessibile solo quando le risorse esterne siano tali da incrementare il soddisfacimento dei creditori chirografari di almeno il 10% e questi ultimi siano soddisfatti, in ogni caso, in misura non inferiore al 20% dell'ammontare complessivo del credito chirografario.

La proposta di concordato continua a essere uno dei modi di chiusura della liquidazione giudiziale.

L'esdebitazione

Per i soggetti che non hanno accesso alle procedure concorsuali trova ancora applicazione l'esdebitazione.

Il codice della crisi e dell'insolvenza prevede, però, un'esdebitazione di diritto che si applica in caso di insolvenza di minore portata e che prescinde da un provvedimento specifico da parte del giudice.

All'esdebitazione possono poi accedere - sebbene solo una volta e con obbligo di pagare il debito entro quattro anni dal decreto se sopraggiungono utilità tali da consentire di soddisfare i creditori per almeno il 10% - i debitori meritevoli che non sono in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta, indiretta o futura.

La crisi dei gruppi di imprese

Norme specifiche sono dedicate, poi, alla crisi dei gruppi di imprese. In particolare, si consente a più imprese che appartengono allo stesso gruppo, sono in stato di crisi e hanno un proprio centro di interessi in Italia, di proporre la domanda di accesso al concordato preventivo (con un unico piano o con più piani collegati) e all'omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti presentando un unico ricorso. Se le imprese hanno il proprio centro di interessi in circoscrizioni giudiziarie differenti, l'individuazione del tribunale competente (che è uno solo) va fatta tenendo conto della società o dell'ente che esercita l'attività di direzione e coordinamento o dell'impresa che, sulla base dell'ultimo bilancio, presenta la maggiore esposizione debitoria.

Anche la procedura di liquidazione di gruppo è stata unificata.

Modifiche al sistema penale e al codice civile

È prevista la modifica, nel codice penale, di tutte le fattispecie di reato in cui si fa riferimento al fallimento, che è sostituito dall'espressione liquidazione giudiziale.

Anche il codice civile viene adeguato alle nuove previsioni del codice della crisi e dell'insolvenza, ad esempio modificando la rubrica dell'articolo 2086 da "Direzione e gerarchia nell'impresa" a "Gestione dell'impresa". Le altre norme del codice civile toccate dalla riforma sono quelle di cui agli articoli 2119, 2257, 2380-bis, 2409-novies, 2475, 2476, 2477, 2484, 2486. È invece abrogato l'articolo 2221.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed � dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche � Diritto del lavoro presso l'Universit� 'G. D'Annunzio' di Chieti � Pescara
(04/12/2018 - Valeria Zeppilli)

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