Sei in: Home » Articoli

Caso Cappato: un anno per emanare una legge sul fine vita

Alcune riflessioni sulla decisione della Corte Costituzionale che ha dato l'ultimatum al Parlamento per emanare la legge sul fine vita
uomo cammina verso la luce
Avv. P. Francesca Micolucci - Il tema del fine vita è sicuramente estremamente delicato ed allo stesso tempo particolarmente controverso; questo perché coinvolge più aspetti di fondamentale importanza. Da un lato vi è chi sostiene che la vita è sacra in ogni sua forma e di conseguenza chiunque si trovi in una situazione di sofferenza, debba accettare la vita nonostante la sua condizione; dall'altro lato, invece, c'è chi sostiene che l'individuo debba essere libero di scegliere e di decidere (ovviamente in casi ben determinati) se procedere con l'eutanasia.

In questa sede cercheremo di comprendere la decisione che il 24 ottobre 2018, la Corte Costituzionale ha preso in merito a quello che è il vuoto normativo, presente nel nostro ordinamento, proprio riguardo l'eutanasia.

Leggi anche Caso Dj Fabo-Cappato: da Consulta un anno al Parlamento

La vicenda

La vicenda ha inizio nel momento in cui Marco Cappato accompagna in una clinica svizzera il giovane Dj Fabo. Quest'ultimo, infatti, a seguito di un incidente, era rimasto completamente paralizzato ed era divenuto cieco. Più volte, il giovane Dj Fabo aveva chiesto di poter disciplinare il tema dell'eutanasia, così da poter scegliere liberamente di poter morire e liberarsi, di conseguenza, da quella che per lui era una sofferenza.

Nonostante le sue richieste, il nostro legislatore non ha preso posizione in merito e di conseguenza il giovane Dj ha deciso di recarsi in Svizzera per poter accedere all'eutanasia.

A questo punto, però, inizia la vicenda giudiziaria per Marco Cappato. Tale vicenda, tra alti e bassi, oggi segna un passo importante. Come accennato poco sopra, oggi la Corte Costituzionale ha espressamente affermato che, entro un anno, il Parlamento dovrà legiferare e, di conseguenza colmare, quello che è un vuoto normativo che dura da molto tempo.

In effetti, l'attuale assetto normativo sul fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti.

La decisione

La Corte Costituzionale, nel comunicato diffuso sul proprio sito, ha testualmente affermato che: "l'attuale assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti".

Per consentire in primo luogo al Parlamento di intervenire con un'appropriata disciplina, la Corte ha deciso di rinviare la trattazione della questione di costituzionalità dell'articolo 580 codice penale all'udienza del 24 settembre 2019.

La Consulta ha, quindi, ritenuto di non poter decidere sulla legittimità costituzionale dell'articolo 580 del c.p. proprio perché non vi è alcuna norma che nel nostro ordinamento disciplini un argomento così delicato.

Pertanto, la stessa ha ritenuto di dover rinviare la decisione al 24 settembre 2019 proprio per dare la possibilità al Parlamento di legiferare in merito.

Ora l'augurio è che il legislatore provveda a portare avanti un progetto normativo che tenda a disciplinare il tema dell'eutanasia.

(26/10/2018 - Avv.Francesca Micolucci) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Gratuito patrocinio: se il ricorso è inammissibile addio compenso all'avvocato
» Stralcio debiti sotto mille euro: la prima sentenza
» Stralcio debiti sotto mille euro: la prima sentenza
» Stop al divieto delle due lauree
» Quota 100: in pensione prima ma con assegno pił leggero

Newsletter f g+ t in Rss