Entro dicembre la discussione urgente sulla proposta di legge che vuole la gestione pubblica delle acque. Analizziamone i punti principali
bicchiere di acqua

di Annamaria Villafrate - La Camera ha riconosciuto la priorità alla proposta di legge sull'acqua pubblica. I voti del M5S e della Lega hanno avuto la meglio su quelli di Pd, Forza Italia e Fratelli d'Italia. Discussione urgente quindi sulla proposta nata dall'iniziativa di numerosissimi deputati, tra i quali la prima firmataria Federica Daga del M5S e membro della Commissione ambiente. La discussione, che si terrà entro il mese di dicembre, sarà sicuramente complessa e animata.

Tra le novità del ddl, il governo pubblico, i contatori, l'acqua gratuita per i clienti di bar e ristoranti, organizzazione in distretti e bacini, limiti e stop alle nuove concessioni, linee guida e per finire il finanziamento delle attività conseguenti alla riforma.

Acqua pubblica: un diritto universale

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La proposta di legge si pone l'obiettivo di realizzare un governo pubblico e partecipativo dell'acqua, per garantirne un uso sostenibile e solidale. L'acqua è un bene naturale comune e un diritto umano e universale dell'uomo. Spetta quindi allo Stato garantire questo diritto. Tutte le acque sono pubbliche e quindi non mercificabili. L'utilizzo deve avvenire nel rispetto del principio di solidarietà e dei bisogni delle future generazioni, occorre quindi conoscerne qualità e disponibilità.

Uso dell'acqua pubblica

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L'uso destinato all'igiene e all'alimentazione della persona è prioritario. Il minimo vitale da garantire è di 50 litri a persona. Segue poi, per importanza, l'uso per l'alimentazione degli animali e l'agricoltura. Per evitare sprechi e garantire la sostenibilità del sistema idrico è necessario favorire il recupero delle acque depurate e piovane.

Contatori

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I prelievi di acqua devono essere misurati con un contatore fornito dall'autorità competente e installato dall'utilizzatore nel rispetto dei criteri fissati dalla prima.

Acqua gratuita ai clienti di bar e ristoranti

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Per ridurre l'inquinamento ambientale e la produzione di rifiuti, i comuni, nel rispetto delle risorse umane e finanziarie disponibili, incoraggiano gli esercizi addetti alla somministrazione al pubblico di alimenti e bevande a servire gratuitamente l'acqua potabile dei rubinetti.

Distretti idrografici e bacini

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Il governo dell'acqua pubblica è affidata concretamente ai distretti idrografici, presso i quali è istituita un'autorità, tenuta a coordinare gli enti ricompresi nel distretto e a definire il piano di gestione, da aggiornare periodicamente. Ogni distretto comprende uno o più bacini e per ognuno è istituito un ente di governo, denominato consiglio di bacino che:

  • definisce il piano
  • modula la tariffa per gli usi idro potabili e produttivi e le concessioni di prelievo;
  • elabora il bilancio idrico in base alla conoscenza della disponibilità effettiva delle risorse.

Limiti alle concessioni

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Le concessioni disposte dalle autorità di distretto devono rispettare:

  • i principi stabiliti dall'art. 3 per l'uso dell'acqua;
  • la definizione del bilancio idrico di bacino idrico di distretto;
  • il principio del recupero dei costi, compresi i costi ambientali e relativi alle risorse e quello secondo cui "chi inquina paga";
  • la durata massima di 10 anni;
  • gli eventuali limiti al rilascio o al rinnovo per esigenze ambientali o sociali.

Revocabilità prima della scadenza delle concessioni di prelievo e delle autorizzazioni allo scarico per gli usi diversi da quello potabile, se vengono accertati gravi problemi qualitativi o quantitativi del corpo idrico interessato.

Stop a nuove concessioni

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Dalla data di entrata in vigore della legge, non possono essere rilasciate nuove concessioni "per sfruttamento, imbottigliamento o utilizzazione di sorgenti, fonti, acque minerali o corpi idrici idonei all'uso potabile può essere rilasciata" contrastanti con quanto previsto dall'art. 5.

Spetta al Ministero Ministro dell'economia, di concerto con quello dell'Ambiente, stabilire i criteri generali per la determinazione, da parte delle regioni, dei canoni di concessione per l'utilizzo del demanio idrico, da aggiornare ogni tre anni. Novità anche per quanto riguarda le procedure e le modalità di concessione dell'utilizzo delle acque per la produzione di energia elettrica.

Limiti sostanze pericolose per la salute

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Rispetto dei limiti delle sostanze pericolose per la salute fissati dal dlgs. n. 31/2001 che disciplina gli obblighi di comunicazione all'autorità sanitaria e agli altri organi competenti da parte del gestore che rilevi condizioni, riconducibili alla propria condotta che, anche potenzialmente e temporaneamente, siano suscettibili di determinare il degrado della qualità dell'acqua tra il punto di consegna e il rubinetto, con l'obbligo a rimuoverne le cause.

Linee guida entro il 31 dicembre 2019

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Entro il 31/12/2019 il Ministro della salute, unitamente a quello dell'ambiente, con la collaborazione dell'Istituto superiore di sanità e di quello per la protezione e la ricerca, devono elaborare le linee guida necessarie a valutare gli effetti sinergici o sommatori delle sostanze e dei piani supplementari di monitoraggio sanitario e ambientale, tenendo conto di quanto stabilito dalle lettere a-f dell'art. 6 della proposta di legge.

Controllo e monitoraggio trasparenti

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Obblighi di pubblicazione sul sito del comune, del gestore, dell'azienda sanitaria locale e dell'agenzia per la protezione ambientale, dei risultati relativi ad attività di controllo e monitoraggio, sanzionabili se non rispettati.

Governo al Ministero dell'Ambiente

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La disciplina del ciclo naturale dell'acqua e la sua salvaguardia sono di esclusiva competenza del Ministero dell'ambiente, competente anche in materia di:

  • tutti gli usi, produttivi o non del servizio idrico,
  • determinazione delle componenti delle tariffe differenziate per uso umano e per i vari usi produttivi.

Le altre funzioni sono ripartite tra i vari enti locali e gli altri organi indicati dall'art. 8 della proposta.

Finanziamento delle attività

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Il servizio idrico è finanziato da meccanismi di fiscalità generale e tariffaria. E' prevista inoltre l'istituzione di un Fondo nazionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato; di uno per investimenti nel servizio idrico integrato e di un terzo, di solidarietà internazionale, per favorire l'accesso all'acqua potabile da parte di tutti gli abitanti del pianeta e contribuire alla costituzione di una fiscalità generale universale che lo garantisca.

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Proposta di legge acqua pubblica n. 52-2018
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Foto: 123rf.com
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