Sei in: Home » Articoli

In arrivo più ferie e ponti per tutti

Presentato al Senato il disegno di legge per il ritorno delle festività soppresse. Le novità e il testo in allegato
donna al lavoro con le valigie sogna le vacanze

di Gabriella Lax - Presentato al Senato il disegno di legge per il ritorno delle festività soppresse destinato ad aumentare i giorni di ferie e i ponti per tutti gli italiani. Il ddl (sotto allegato) è frutto dell'iniziativa dei senatori Steger, Unterberger e Durnwalder.

Da san Giuseppe al Corpus domini, ripristinare le festività

Da san Giuseppe al Corpus Domini, cinque giorni di riposo in più, e la proposta di estendere a tutto il Paese il 29 giugno, la festività dei santi Pietro e Paolo, celebrati solo a Roma.

Era stata la legge 5 marzo 1977, n. 54, a sopprimere il riconoscimento agli effetti civili di alcune feste religiose (San Giuseppe, l'Ascensione, il Corpus Domini, i Santi Apostoli Pietro e Paolo) modificando la legge 27 maggio 1949, n. 260. La ratio del provvedimento, in quel momento storico del Paese, era stata che «il loro carattere infrasettimanale avrebbe avuto una negativa incidenza sulla produttività delle aziende e dei pubblici uffici».

Il disegno di legge presentato al Senato, invece, punta ad un ripristino degli effetti civili di alcune di quelle festività molto importanti per la tradizione e la storia dell'Italia. I senatori proponenti menzionano le feste religiose «espressione della tradizione di fede e di cultura della comunità, tuttora festeggiate in molti Paesi europei. È un omaggio alle persone credenti che possono così celebrare nuovamente le ricorrenze religiose, e un giusto riconoscimento dei valori cristiani». Festività che abbracciano anche «i non credenti che possono dedicare le giornate alle attività di tempo libero».

La legge del 1977 si riferiva ad un momento storico in cui serviva maggiore austerità: «gli anni '70 – chiariscono i senatori - sono gli anni in cui si inizia a parlare di crisi petrolifera, la disoccupazione inizia a far sentire i suoi effetti e l'inflazione corrode gli stipendi. L'Italia rallenta la sua crescita economica e, improvvisamente, si trova a dover fare i conti con gli effetti di una gestione del boom degli anni 60 quantomeno poco accorta». Tuttavia, gli anni successivi hanno fatto registrare un'inversione di tendenza, anche perchè l'austerità non aveva dato i frutti desiderati ed i problemi economici andavano risolti in un'altra maniera: certamente non eliminando alcuni giorni di festività. Inoltre, per i senatori: «Si può inoltre prevedere un aumento delle attività di svago e di turismo se le ricorrenze si abbinano ai fine settimana, il che può incidere positivamente sullo sviluppo economico del Paese». A tal proposito, già nel 1985 è ritornata la festività dell'Epifania e, nel 2001, una mobilitazione forte da parte dell'opinione pubblica ha condotto al ripristino della festa nazionale della Repubblica.

L'obiettivo del disegno di legge, rimarcano i senatori, è «ridare significato alla tradizione popolare, che non determina scompensi significativi alla produttività delle aziende, - piuttosto - trasferisce una quota maggiore di reddito prodotto ad altri comparti di mercato ad alto valore aggiunto, quali il turismo e il tempo libero, con buoni ritorni economici per l'economia nel suo complesso, e risulterebbe più coerente con quel che avviene negli altri Paesi europei».

Le feste da reinserire in calendario

In base alle premesse le feste da reinserire in calendario sono San Giuseppe, l'Ascensione, il Corpus Domini (nella tradizionale cadenza infrasettimanale di giovedì), i Santi Apostoli Pietro e Paolo su tutto il territorio nazionale. Inoltre, il giorno di lunedì seguente la Pentecoste quale festività agli effetti civili.

Ddl festività soppresse
(22/04/2018 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Avvocati e gratuito patrocinio: compensi più equi
» Voucher lavoro: cosa cambia dopo il decreto dignità
» La diffida ad adempiere
» Malattie professionali: quali sono riconosciute dall'Inail
» Fisco pignora 300mila euro: Codacons a rischio chiusura

Newsletter f g+ t in Rss