La legge 260/1949 considera festività agli effetti civili solo il giorno della ricorrenza dei Santi apostoli Pietro e Paolo patroni di Roma
festa paese

di Valeria Zeppilli - Quando si effettua una notifica che scade in prossimità della festività cittadina occorre prestare attenzione: la festa del Santo Patrono non sospende i termini.

Ha avuto occasione di ricordarlo la Corte d'appello di Milano nella recente sentenza numero 5251/2018 (qui sotto allegata), dichiarando inefficace un decreto ingiuntivo che era stato consegnato all'Ufficiale giudiziario oltre il termine perentorio assegnato dall'articolo 644 del codice di rito.

I termini

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Nel caso di specie, più in particolare, il decreto era stato emesso il 6 ottobre e la creditrice, dopo due precedenti tentativi, aveva consegnato l'atto all'ufficiale giudiziario il 9 dicembre per la notifica, che era stata effettuata il 10 ed era andata a buon fine.

Facendo rilevare che gli uffici UNEP erano chiusi sia il 7 dicembre, giorno della festività di Sant'Ambrogio patrono di Milano, sia il successivo 8 dicembre, festa dell'Immacolata, la creditrice rivendicava quindi la tempestività della notifica che, a suo dire, sarebbe stata eseguita nel rispetto delle prescrizioni del codice di procedura civile.

Il giorno del Santo Patrono non è festivo

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Ma per la Corte d'appello tale ricostruzione è errata e il decreto deve ritenersi portato per la notifica oltre il termine di 60 giorni decorrente dalla sua emissione e, quindi, inefficace.

L'elenco delle festività è infatti determinato dalla legge numero 260/1949 e successive modificazioni e non ricomprende il Santo Patrono della città. L'unica eccezione è rappresentata, per i romani, dalla ricorrenza dei Santi apostoli Pietro e Paolo, patroni della Capitale, che ricorre il 29 giugno ed è considerata dalla legge 260 festività agli effetti civili.

Gli orari degli uffici

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Tenendo conto di tale principio, gli avvocati hanno l'onere di conoscere gli orari degli uffici il giorno in cui ricorre il Santo patrono della propria città e di tenerne conto ai fini dei loro adempimenti e scadenze, specie quando, come avvenuto nel caso di specie e come generalmente avviene, le chiusure sono adeguatamente pubblicizzate.

Scarica pdf sentenza Corte d'appello Milano n. 5251/2018
Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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(15/12/2018 - Valeria Zeppilli)
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