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Festività soppresse: cosa sono?

Ci sono dei giorni di festa che sono stati aboliti e che ora si vogliono reintrodurre. Vediamo cosa sono le festività soppresse e quali le conseguenze sulla busta paga del dipendente
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di Annamaria Villafrate - I giorni festivi che hanno anche conseguenze civili, sono elencati e previste dalla legge n. 260/1949. Alcuni di essi sono stati soppressi nel corso degli anni, per ridare vigore all'economia. Ora però si vogliono reintrodurre per favorire quei settori (commercio, ristorazione, intrattenimento) che, nei giorni di festa, lavorano di più. Il lavoratore che decide di lavorare vede convertiti questi giorni in permessi retribuiti di cui può usufruire oppure no.

Indice:

  1. Giorni festivi: quali sono?
  2. Festività soppresse: a volte ritornano?
  3. Festività soppresse: le conseguenze sulla busta paga

Giorni festivi: quali sono?

Dopo che l'art.1 sancisce che "Il giorno 2 giugno, data di fondazione della, Repubblica, è dichiarato festa nazionale", l'art 2 della legge n. 260/1949 elenca gli altri giorni festivi:

  • tutte le domeniche;
  • primo giorno dell'anno;
  • Epifania;
  • San Giuseppe;
  • 25 aprile: anniversario della liberazione;
  • lunedì dopo Pasqua;
  • giorno dell'Ascensione;
  • Corpus Domini;
  • 1 maggio: festa del lavoro;
  • festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo;
  • Assunzione della B. V. Maria;
  • Ognissanti;
  • il 4 novembre: giorno dell'Unità Nazionale;
  • Immacolata Concezione;
  • Natale;
  • 26 dicembre.

Festività soppresse: a volte ritornano?

L'elenco contemplato nell'art. 2 della legge n. 260/1949 nel tempo ha subito diverse modifiche, poiché alcune feste sono state soppresse:

  • San Giuseppe;
  • l'Ascensione;
  • San Pietro e Paolo (festeggiata e riconosciuta solo a Roma visto che si tratta dei patroni della città);
  • Corpus Domini;
  • Festa dell'Unità Nazionale.

Nei mesi scorsi però alcuni senatori, nel disegno di legge n. 1043 (sotto allegato) hanno fatto presente che: "La reintroduzione delle festività soppresse dalla legge n. 54 del 1977 intende ridare significato alla tradizione popolare, non determina scompensi significativi alla produttività delle aziende, trasferisce una quota maggiore di reddito prodotto ad altri comparti di mercato ad alto valore aggiunto, quali il turismo e il tempo libero, con buoni ritorni economici per l'economia nel suo complesso, e risulterebbe più coerente con quel che avviene negli altri Paesi europei." Viene quindi da chiedersi: a volte le festività soppresse ritornano?

Festività soppresse: le conseguenze sulla busta paga

Il dipendente ha il diritto di usufruire di giornate di permesso durante le festività soppresse infrasettimanali purché, come previsto dalla maggior parte dei contratti collettivi, informi il datore di lavoro con un congruo preavviso, che glieli concederà compatibilmente alle esigenze dell'azienda e dei colleghi. Chi non vuole godere di questi permessi, vi può rinunciare. In questo modo potrà monetizzarli e ritrovarseli in busta paga al termine dell'anno di maturazione.

Per approfondimenti leggi anche:

- In arrivo più ferie e ponti per tutti

- La busta paga

DDL n. 1043 Senato
(16/08/2018 - Annamaria Villafrate)
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