Sei in: Home » Articoli

ResponsabilitÓ medica: l'onere della prova

Il riparto varia a seconda che ad essere convenuto sia il medico o la struttura sanitaria
lente di ingrandimento su sfondo marrone

di Valeria Zeppilli ľ Nel campo della responsabilitÓ medica, il riparto dell'onere della prova varia a seconda di quale sia il soggetto convenuto in giudizio dal paziente, ovverosia se si tratti del medico o della struttura sanitaria.

A seguito dell'emanazione della legge Gelli (che ha profondamente riformato il campo della responsabilitÓ medica), infatti, oggi non Ŕ pi¨ lasciato spazio all'interpretazione ma la struttura risponde sempre a titolo contrattuale, mentre la responsabilitÓ del medico nei confronti del paziente Ŕ di natura extracontrattuale (salvo il caso in cui il sanitario abbia agito nell'adempimento di un'obbligazione contrattuale assunta direttamente con il paziente).

La prova nei giudizi contro la struttura sanitaria

Sul piano dell'onere probatorio, ci˛ si traduce nella circostanza che, se a essere convenuta in giudizio Ŕ la struttura sanitaria, il paziente danneggiato deve limitarsi a dimostrare l'esistenza del contratto e l'insorgenza o l'aggravamento della patologia, allegando l'inadempimento astrattamente indoneo a cagionare il danno lamentato.

Grava invece sulla struttura sanitaria l'onere di dimostrare, quale soggetto debitore, o di non aver posto in essere alcun inadempimento o che, pur essendovi stato un inadempimento, lo stesso non Ŕ risultato eziologicamente rilevante.

La prova nei giudizi contro il medico

La circostanza che, invece, il medico risponde nei confronti del paziente a titolo extracontrattuale si riflette, sul piano della prova, nell'onere ben pi¨ gravoso per il paziente che agisce in giudizio per ottenere il risarcimento del danno di dimostrare il danno subito, il nesso causale che lega questo alla condotta imputata al medico e la colpa o il dolo del sanitario.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed Ŕ dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche ľ Diritto del lavoro presso l'UniversitÓ 'G. D'Annunzio' di Chieti ľ Pescara
(17/03/2018 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Dolo eventuale e colpa cosciente: la Cassazione delinea le differenze
» Multe: il super autovelox vede anche chi usa il telefono
» Lavori in casa senza permesso: in vigore l'elenco
» Cassazione: niente sanzioni a lavoratore assente per un giorno senza certificato
» L'avvocato non pu˛ accettare compensi esigui


Puoi trovare o lasciare commenti anche nei post che trovi nella nostra Pagina Facebook
Newsletter f g+ t in Rss