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Stalking: quando è possibile la procedibilità d'ufficio

Se la regola generale è quella della procedibilità a querela (revocabile o meno a seconda dei casi), l'art. 612-bis c.p. prevede tre specifiche eccezioni
donna stressata dalle tante mail ricevute

di Valeria Zeppilli - Il reato di atti persecutori, in forza di quanto previsto dall'ultimo comma dell'articolo 612-bis del codice penale, è generalmente punibile a querela della persona offesa, che può essere proposta entro sei mesi e che può essere oggetto solo di remissione processuale. Se poi il fatto è commesso mediante minacce reiterate, nei modi previsti dal secondo comma dell'articolo 612 del codice penale, la querela è sempre irrevocabile.

Procedibilità d'ufficio

Lo stesso articolo 612-bis, tuttavia, prevede anche dei casi in cui lo stalking è procedibile d'ufficio.

Si tratta in particolare delle seguenti ipotesi:

  • il fatto è commesso nei confronti di un minore,
  • il fatto è commesso nei confronti di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge numero 104/1992,
  • il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio.

Portata della connessione

Se le prime due ipotesi non lasciano spazio a dubbi interpretativi, lo stesso non può dirsi per la terza circostanza che fa scattare la procedibilità d'ufficio del reato di atti persecutori.

Quando, infatti, può parlarsi effettivamente di connessione?

Sul punto merita di essere segnalata la sentenza della Corte di cassazione numero 9952/2018 (qui sotto allegata), che ha chiarito che la connessione di cui all'ultimo comma dell'articolo 612-bis del codice penale non va identificata solo nella connessione in senso processuale della quale si occupa l'articolo 12 del codice di procedura penale.

Ai fini della procedibilità dello stalking, infatti, rileva anche la connessione in senso materiale, che si verifica "ogni qualvolta l'indagine sul reato perseguibile di ufficio comporti necessariamente l'accertamento di quello punibile a querela, in quanto siano investigati fatti commessi l'uno in occasione dell'altro, oppure l'uno per occultare l'altro oppure ancora in uno degli altri collegamenti investigativi indicati nell'art. 371 c.p.p., e purchè le indagini in ordine al reato perseguibile di ufficio siano state effettivamente avviate".

Corte di cassazione testo sentenza numero 9952/2018
Vedi anche:
La guida completa sul reato di stalking
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed � dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche � Diritto del lavoro presso l'Universit� 'G. D'Annunzio' di Chieti � Pescara
(14/03/2018 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com

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