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Caso EMA: Milano è definitivamente fuori dai giochi?

Il caso dell'Agenzia dei medicinali sembra escludere Milano dalla candidatura a città ospitante
mani con guanti toccano farmaci in laboratorio

di Annamaria Villafrate - Giorni caldi per il caso E.M.A. Tra Amsterdam e Milano, vince la capitale dei Paesi Bassi. Tutto regolare? Gli organi Europei difendono la regolarità della procedura e respingono il ricorso di Milano, chiarendo che la decisione è stata assunta dai rappresentanti degli Stati membri dell'Unione.

EMA: Milano o Amsterdam?

Dopo Brexit, E.M.A (European Medicines Agency), una delle più importanti agenzie europee per i medicinali, deve trasferirsi dalla sede di Londra. Le città candidate ad accogliere la nuova sede E.M.A: Milano e Amsterdam. Quest'ultima però batte la capitale lombarda, aggiudicandosi la gara per ospitare l'agenzia, dopo una procedura parecchio discussa, al termine dalla quale viene preferita grazie a un "sorteggio". Milano non può accettare di essere estromessa per colpa del "fato" e fa ricorso. Nelle ultime settimane sembrano aprirsi delle possibilità per la capitale del Nord Italia. Peccato che gli eventi degli ultimi giorni fanno ritenere ormai chiusa definitivamente la questione.

E.M.A: i sopralluoghi del Parlamento Europeo

Nella giornata di ieri, 22 febbraio 2018, il Parlamento Europeo esegue un sopralluogo nell'edificio di Amsterdam destinato a ospitare provvisoriamente E.M.A nei primi mesi di attività e nel cantiere dove, invece verrà costruita la sede definitiva dell'Agenzia. Dal sopralluogo non emerge nulla d'irregolare, anche se l'eurodeputato di centro destra Giovanni La Via teme ritardi nella costruzione della sede finale. Il Parlamento deve ancora approvare definitivamente il trasferimento della sede E.M.A. Milano quindi può solo sperare nel voto contrario di questo organo.

E.M.A: il tentativo degli europarlamentari italiani

Nel frattempo gli Europarlamentari italiani fanno di tutto per sostenere Milano, tanto da aver richiesto pubblicamente alle istituzioni europee di fornire loro tutta la documentazione sul caso. C'è da dire però che, il voto compatto dei 73 europarlamentari italiani contro l'assegnazione di E.M.A alla città di Amsterdam, difficilmente riuscirebbe a persuadere 751 parlamentari che Amsterdam non è pronta per ospitare l'Agenzia. Impresa ardua, visto che il Parlamento non pare interessato alla questione.

E.M.A: è legittimo l'incentivo finanziario di 18 milioni di euro?

Qualche giorno fa il governo olandese diffonde l'appendice "segreta" del progetto sottoposto al Consiglio. La stampa italiana formula fin da subito diverse ipotesi. Gli autori però dicono che hanno deciso di tenere questo documento "segreto" per impedire ai proprietari degli edifici temporanei di aumentare dall'oggi al domani il canone di affitto.

La verità è che il documento contiene un "incentivo finanziario" da 18 milioni di euro, un "offerta" a E.M.A per "incoraggiarla" a scegliere Amsterdam. Su queste basi Milano propone ricorso per verificare se tali pratiche rispettino la disciplina europea sui bandi di gara.

La Corte di Giustizia Europea respinge il ricorso del Comune di Milano

Ieri pomeriggio, la riposta: la Corte di Giustizia europea, su richiesta del Consiglio, respinge il ricorso del Comune di Milano sulla procedura di assegnazione di E.M.A ad Amsterdam ritenendolo irricevibile per "Carenza di legittimazione passiva e difetto assoluto di giurisdizione del Tribunale a pronunciarsi sull'atto impugnato."

Il Consiglio reagisce duramente nei confronti del Comune di Milano, sostenendo che la procedura di selezione si basa sulla comparazione oggettiva di diversi criteri tecnici e che le valutazioni dell'offerta vengono effettuate dai rappresentanti degli Stati membri che, nell'esprimere il voto mirano a selezionare quella migliore. Tutto regolare quindi. Una decisione che "sembra" escludere definitivamente Milano dalla corsa per ospitare E.M.A.

(23/02/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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