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Come si fa a capire se un contratto di franchising è valido?

Quali sono i dati da valutare per essere sicuri di intraprendere un'attività in franchising sicura e vantaggiosa
simbolo franchising business

di Annamaria Villafrate - Nel momento in cui un soggetto desidera intraprendere un'attività commerciale, il franchising è senza dubbio un'opzione da prendere in considerazione, soprattutto se si ha poca esperienza.

E' innegabile però che è pur sempre un'attività d'impresa, per cui gli aspetti da valutare sono tantissimi e tutti importanti.

Prima di decidere se il franchising è la scelta migliore per entrare nel commercio, meglio informarsi per valutare vantaggi e svantaggi.

Franchising: i dati da esaminare prima di iniziare

Questi i dati da esaminare per non partire con il piede sbagliato:

- Prendere informazioni sul numero e sulla distribuzione territoriale dei punti vendita del marchio prescelto

- Recarsi presso uno o più esercizi commerciali per verificare personalmente gli arredi, lo stile, il personale, l'affluenza della clientela e il valore medio degli scontrini

- Domandare al titolare la misura dei costi effettivi di gestione

- Chiedere il costo della merce per calcolare il margine di guadagno sul prezzo di vendita

- Assumere informazioni sulla gestione della merce invenduta e se è necessario acquistare una quantità minima di merce

- Informarsi sulla politica scontistica praticata e confrontarla con quella di esercizi similari

- Chiedere qual è la misura del fatturato medio dei vari punti vendita per metterli a confronto

- Assumere informazioni sui costi necessari alla formazione del personale e se, periodicamente, sono previste ristrutturazioni obbligatorie dei locali e degli arredi

Franchising: l'importanza di un contratto completo

La litigiosità che caratterizza il contratto di affiliazione commerciale, nonostante lo scarso numero di sentenze, è piuttosto elevato. Questo perché si tende a preferire l'accordo transattivo per sanare i conflitti insorti tra affiliato e affiliante.

La causa principale delle controversie è dovuta quasi sempre all'incompletezza del contratto. La legge sull'affiliazione n. 129/2004 ha le sue responsabilità al riguardo. Essa infatti disciplina nel dettaglio solo la fase precontrattuale, lasciando alle parti ampia discrezionalità sulla regolamentazione dello svolgimento dell'attività vera e propria.

Solo un contratto ben formulato che si occupa di regolare tutti gli aspetti del rapporto preserva affiliato e affiliante da spiacevoli sorprese. Dalla casistica giurisprudenziale è emerso, che gli aspetti che più di altri esigono una trattazione dettagliata, sono riferibili allo squilibrio delle posizioni economico contrattuali delle parti.

Queste quindi le tematiche che necessitano di un maggiore approfondimento e trattazione in fase di redazione del contratto:

- utilizzo dei segni distintivi;

- obblighi di non concorrenza;

- modalità e termini di pagamento del corrispettivo (con la previsione di formule che consentano all'affiliante di farvi fronte). Inizialmente ad esempio si potrebbero stabilire royalty di minore importo, mentre nel corso del rapporto, se l'affiliante attraversa un periodo di difficoltà finanziaria potrebbe concedersi un periodo di sospensione dal pagamento;

- esclusiva territoriale (divieto per il franchisor di aprire punti vendita nella zona di attività del franchesee);

- mancato percepimento da parte del franchesee dei guadagni sperati o prospettati. In questo caso è opportuno che il franchisor preveda clausole di tutela per il franchesee in difficoltà.

- Le merci rappresentano un'altra causa di contenzioso, soprattutto in fase di scioglimento del rapporto. In assenza di obblighi specifici per il franchisor di riacquistare l'invenduto, una clausola che lo imponga potrebbe essere la soluzione ideale per evitare che il franchesee debba sobbarcarsi i costi di smaltimento o giacenza.

- Lo scioglimento del contratto però è forse la fase contrattuale che genera il contenzioso maggiore. Per questo è fondamentale disciplinare equamente le condizioni di fine rapporto. Introdurre il diritto di recesso solo in favore del franchisor non garantisce l'equilibrio contrattuale. Per evitare tuttavia recessi anticipati e strumentali dell'affiliante si potrebbe stabilire che costui possa recedere dopo un termine minimo (Es: tre anni), stabilendo una penale in caso di violazione.

Vedi anche la guida:
Il contratto di franchising
(07/12/2017 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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