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Cassazione: non serve l'approvazione dell'assemblea per la nascita del supercondominio

Se più condomini hanno alcune cose in comune il supercondominio viene in essere per legge
due grandi palazzi condominiali
Non serve alcune approvazione dell'assemblea per costituire un supercondominio. Lo ha stabilito la corte di Cassazione con sentenza 15/11/2017, n. 27094.
Come accade anche per il normale condominio, il supercondominio "viene in essere ipso iure et facto, se il titolo non dispone altrimenti, senza bisogno d'apposite manifestazioni di volontà o altre esternazioni e tanto meno d'approvazioni assembleari", spiega la Corte. E' sufficiente a tal fine che "singoli edifici, costituiti in altrettanti condomini, abbiano in comune talune cose, impianti e servizi legati, attraverso la relazione di accessorio e principale, con gli edifici medesimi".
La vicenda ha avuto inizio da una impugnazione di una delibera assembleare di cui assumeva la nullità perchè adottata in violazione di norme imperative di legge, del regolamento di condominio.
Il Tribunale Milano aveva accolto in parte l'impugnazione mentre in appello, la sentenza di primo grado veniva parzialmente riformata.
Il caso finiva dunque in Cassazione dove gli Ermellini, nel respingere il ricorso hanno evidenziato che la sentenza impugnata ha correttamente affermato che l'intero complesso è costituito da una "pluralità di palazzi che utilizzano alcuni servizi in comune con ciò ricalcando puntualmente il paradigma del supercondominio".
Testo sentenza Cassazione n.27094/2017
(20/11/2017 - Redazione)
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