Sei in: Home » Articoli

Addio assegno di divorzio per l'ex autosufficiente anche se il marito è miliardario

La sentenza della Corte d'appello di Milano che si è pronunciata sulla vicenda del divorzio tra Berlusconi e la Lario
provvedimento di divorzio con soldi accartocciati

di Valeria Zeppilli – Da anni fa parlare di sé il maxiassegno divorzile che Berlusconi è stato condannato a versare, in sede di scioglimento del matrimonio, alla ex coniuge Veronica Lario, di ammontare pari alla cifra stellare 1.400.000,00 euro mensili.

Ora la questione è tornata in primo piano, visto che la Corte d'appello di Milano, con la sentenza numero 4793/2017 (qui sotto allegata), ha accolto il ricorso dell'ex premier decidendo non di diminuire ma addirittura di revocare il sostegno concesso alla donna.

Il tenore di vita non conta

Anche su tale vicenda, infatti, ha inciso il recente orientamento delle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione che, con la nota sentenza numero 11504/2017, hanno detto addio al tenore di vita goduto in costanza di matrimonio come parametro per determinare l'an del diritto all'assegno divorzile, stabilendo che a tal fine occorre piuttosto fare riferimento al principio dell'autoresponsabilità economica di ciascuno dei coniugi quali "persone singole" e, quindi, dell'indipendenza economica dell'ex.

Autosufficienza della ex

Nel caso si specie, è stato accertato in giudizio che la beneficiaria del maxiassegno è, in realtà, del tutto autosufficiente economicamente e che quindi, sulla base dei recenti orientamenti, non ha alcun titolo per godere del contributo.

Infatti la donna può contare "su un cospicuo patrimonio, oltretutto costituitole integralmente dal marito nel corso del quasi ventennale matrimonio". Ma non solo: la stessa ha anche "la capacità di produrre reddito, sia per le ingenti somme di denaro che l'ex marito le ha corrisposto sia perché possiede numerosi beni immobili di notevole valore commerciale". Che dire poi del "valore dei numerosissimi gioielli avuti in dono dal marito nel corso del matrimonio, che l'appellante ha valutato in decine di milioni di euro"?

Insomma, i 1.400.000,00 euro mensili vanno revocati, con decorrenza dal mese successivo alla pubblicazione della sentenza di scioglimento del matrimonio.

Leggi anche: "Divorzio: la Cassazione dice addio al tenore di vita. Ecco le motivazioni"

Corte d'appello di Milano testo sentenza numero 4793/2017
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(18/11/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Divorzio: niente assegno alla ex che da separata conduce una vita dignitosa
» Avvocati: è necessario cancellarsi dall'albo per andare in pensione
» Tredicesima: a chi spettano i 154 euro in più?
» Il disconoscimento di paternità - guida con fac-simile
» La messa alla prova


Puoi trovare o lasciare commenti anche nei post che trovi nella nostra Pagina Facebook
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF