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Pensioni: firmato il decreto sull'Ape volontaria

Firmato questa mattina dal premier Gentiloni il Dpcm sull'anticipo pensionistico volontario
premier Paolo Gentiloni

di Marina Crisafi - È stato firmato questa mattina dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, il decreto sull'Ape volontaria. A comunicarlo è la stessa presidenza sul sito istituzionale.

Il provvedimento riguarda l'anticipo pensionistico volontario che permette di uscire prima dal lavoro, purchè in possesso dei requisiti anagrafici (63 anni) e dietro pagamento di un prestito.

Si compie così il percorso avviato nei mesi scorsi e che, dopo i decreti sull'Ape social e precoci, firmati a maggio, aveva subito una battuta d'arresto, per modificare il testo originale dopo i suggerimenti avanzati dal Consiglio di Stato, soprattutto sul fronte della retroattività della misura che doveva diventare operativa già dal marzo scorso. 

Per approfondimenti leggi anche: 

- Pensione anticipata: la guida completa

- Pensioni: anticipata o di anzianità, tutte le tipologie

Pensione anticipata volontaria: chi ne ha diritto

Ad accedere all'Ape sono, come previsto dalla legge di bilancio, coloro che hanno compiuto 63 anni di età all'atto della richiesta, cui manchino 3 anni e sette mesi massimo per avere diritto alla pensione di vecchiaia e con almeno 20 anni di contributi.

Secondo le stime del Governo la misura interesserà una platea di 300mila persone quest'anno e di 115mila nel 2018.

La decorrenza dovrebbe partire da maggio, ma soltanto per chi ne fa esplicita richiesta e dimostri la necessità.

Il prestito per l'Ape

Chi vorrà accedere all'Ape volontaria dovrà pagare una rata sulla pensione futura che va da un minimo del 2% ad un massimo del 5-5,5% annuo. Il valore netto tuttavia dovrebbe essere inferiore in virtù del credito d'imposta (che può anche toccare fino al 50% degli interessi sul finanziamento) contemplato dalla legge di bilancio, con l'obiettivo di pervenire ad un Taeg che si aggiri intorno al 3,2%.

Il prestito verrà erogato in rate mensili e se, eventualmente, il pensionato decede prima di aver restituito l'intero importo, sarà l'assicurazione a pagare il debito residuo e la reversibilità (eventuale) sarà corrisposta senza tagli.

La restituzione del prestito si completa (salvo estinzione anticipata) entro 20 anni dal pensionamento con il ritorno all'importo normale della pensione.

Ape: mancano ancora le convenzioni

Il lavoratore interessato all'Ape, dopo aver chiesto la certificazione della pensione futura all'Inps, riceverà le informazioni sulle banche e le assicurazioni aderenti e potrà sottoscrivere telematicamente la proposta (in base alla quantità prescelta di uscita anticipata).

Allo stato, si ricorda, tuttavia, mancano ancora le convenzioni con Abi e Ania relativamente al prestito erogato al pensionato e alla polizza che coprirà in caso di morte.

Decreto Ape volontaria: le critiche dei sindacati

Se il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Maria Elena Boschi, plaude alla firma del decreto, scrivendo su Facebook che "grazie all'Ape volontaria molti italiani – tra lavoratori dipendenti e autonomi pubblici e privati - potranno andare in pensione prima", i sindacati non sono dello stesso avviso.

Ape e Rita (Rendita Integrativa temporanea anticipata) sono entrambi "strumenti costosi per i lavoratori" commenta infatti il segretario confederale Uil, Domenico Proietti, sebbene "solo su base esclusivamente volontaria – e così potranno essere scelti solo dai - lavoratori che lo riterranno opportuno".

Dello stesso tenore, l'intervento del segretario confederale Cgil, Roberto Ghiselli che replica così alle parole della Boschi: "l'Ape volontaria non è un anticipo di pensione, contrariamente a quanto affermato dalla Boschi, ed è tutt'altro che operativa''. Si tratta infatti, prosegue Ghiselli, "di un prestito bancario oneroso per i lavoratori, che dovrà essere restituito per intero con tanto di costi per interessi e garanzie assicurative". Peraltro, rincara il segretario, la misura "è tutt'altro che operativa, mancando ancora la registrazione della Corte dei Conti, la pubblicazione, la circolare Inps e, soprattutto, le convenzioni con il sistema bancario ed assicurativo, con tutte le insidie che ciò può nascondere soprattutto in termini di tassi d'interesse da applicare a carico dei lavoratori".

Naturalmente, "saranno le singole persone a valutare se utilizzare o meno l'Ape – conclude Ghiselli - e la Cgil e il suo Patronato garantiranno a tutti le adeguate informazioni su questo strumento".

(04/09/2017 - Marina Crisafi) Foto: http://www.governo.it/media/firma-del-dpcm-su-ape-volontaria/8006
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