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L'infermiere non può fare l'OSS

Per il Tribunale di Brindisi si tratta di una chiara ipotesi di demansionamento illegittimo
Infermiera con una siringa in mano

di Valeria Zeppilli – Negli ospedali è pratica diffusa quella di costringere gli infermieri a svolgere costantemente funzioni da OSS. In realtà, però, tale prassi è del tutto illegittima in quanto rappresenta un'ipotesi di demansionamento, vietato, per il lavoro pubblico, dall'articolo 52 del decreto legislativo numero 165/2001.

I diversi compiti di infermieri e OSS

A tal proposito, si segnala che con la sentenza numero 1306/2017 (qui sotto allegata), il Tribunale di Brindisi ha condannato una ASL a risarcire il danno cagionato a un'infermiera dipendente proprio per il demansionamento della stessa, chiamata quotidianamente a svolgere mansioni estranee alla propria qualifica professionale e tipiche del personale OSS.

Nel fare ciò, il Tribunale ha dapprima distinto le due figure professionali, collocandole esattamente all'interno dell'ordinamento giuridico, ed ha quindi chiarito che, pur in assenza di una vera e propria gerarchia, l'infermiere professionale svolge delle mansioni maggiormente qualificate e, pertanto, superiori, a quelle dell'Operatore Socio Sanitario.

I limiti di ammissibilità del demansionamento

In ogni caso, il divieto di demansionamento (come ricordato dallo stesso Tribunale) conosce delle eccezioni, in quanto è possibile modificare in pejus le mansioni del lavoratore laddove l'impiego sia di breve durata, abbia carattere occasionale e consenta, comunque, l'espletamento in modo prevalente e assorbente delle mansioni proprie della qualifica di appartenenza.

Nel caso di specie, tuttavia, dalle risultanze istruttorie si poteva evincere che, nel periodo per cui si procedeva, il personale OSS era carente nell'intero nosocomio e, nel reparto della ricorrente, addirittura nullo. Lo stesso direttore dell'UO interessata, peraltro, aveva dato atto in una nota agli atti che gli infermieri, vista l'assenza di Operatori Socio Sanitari, si trovavano ad assolvere tutte le necessità igienico-domestico-alberghiere dei pazienti ricoverati. Dalle prove testimoniali, infine, era emerso che tale adibizione era sistematica.

Insomma, non sussistevano le condizioni per poter considerare legittima un'eccezione al divieto di demansionamento.


Si ringrazia l'Avv. Tonia D'Oronzo per la cortese segnalazione

Tribunale di Brindisi testo sentenza numero 1306/2017
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(08/06/2017 - Valeria Zeppilli)
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