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Condominio: associazioni di categoria o solo "attestatifici"?

La denuncia di Confamministrare sulle ricadute della Precompilata sul ruolo degli amministratori condominiali
interrogativo dubbio

di Franco Pani - Ad inizio anno circa 2 mesi dell'attività degli amministratori e gestori condominiali, per i più accorti addirittura di più, sono stati totalmente assorbiti da un compito svolto in favore dello Stato. La famosa "Precompilata" (fornitura di innumerevoli dati precisi al Fisco, in modo preventivo, così da poter "ufficialmente" garantire la possibilità di consegnare ai Contribuenti un modello 730 il più possibile precompilato) ha indotto gli amministratori più attenti a dedicare la gran parte, se non la totalità, degli sforzi propri e dello studio intero in funzione del reperimento, il controllo e la trasmissione di detti dati; dovendo spesso tralasciare, non forse senza danni di immagine, il resto delle incombenze che ogni giorno attanagliano il corretto svolgimento dell'attività. Le problematiche che si sono palesate sono state molteplici: la scarsa collaborazione di alcuni Clienti è risultata desolante e deleteria, le informazioni Governative per lungo tempo scarse ed intempestive, i software non pronti sino alla fine a causa degli stessi ritardi Governativi, scoraggianti sono risultati i problemi e lentezza nella trasmissione dei dati al Fisco (a causa anche del fatto che la categoria non è fra quelle autorizzate d'ufficio all'acceso ad Entratel, nonostante ormai da anni risulti fra le maggiori collaboratrici "obbligate" dell'Agenzia delle Entrate), preoccupante il fatto che è risaputo che i dati reperibili presso il Catasto non risultano né probatori né, spesso, aggiornati.

Tutto ciò è veramente servito? Quanto meno è servito per la funzione ufficiale data dallo Stato? (leggi: "Quale la funzione della Precomplicata?"). 

Indubbiamente è certo il fatto che gli amministratori che si sono resi conto delle responsabilità relative a questa nuova incombenza sono realmente "impazziti", fra gennaio e febbraio, e molto spesso anche entrati nel panico. In un momento come questo gli amministratori avrebbero bisogno del massimo del supporto (ad esempio Confamministrare, oltre ad inoltrare tempestivamente ogni novità recepita durante tutto il periodo, già il 5 di Gennaio ha avvisato tutti gli iscritti, e non solo, della problematica e fornito modelli e consigli per ottenere il prima possibile i dati eventualmente mancanti dall'Anagrafica Condominiale) e della difesa, dinanzi a governanti che, comodamente seduti alla propria scrivania e lontanissimi dalle difficoltà quotidiane, scrivono 2 righe pensando essere poi facili da applicare o, peggio, pensano "tanto saranno problemi loro". In questo ultimo ambito Confamministrare per tutto il mese di Febbraio, sin da quando si sono rese palesi le "complicanze" messe in essere da parte dell'Agenzia delle Entrate, ha condotto una campagna di denuncia su tutti i media nazionali e poi, grazie alla preziosa collaborazione di Confabitare e Konsumer, recapitato a tutti i capigruppo Parlamentari, alla Direttrice della stessa AdE, al Primo Ministro ed a svariati funzionari governativi una nota riportante tutte le criticità incontrate, chiedendo (ed ottenendo in parte) di annullare, vista anche la tempistica troppo stretta di emissione delle norme e dei dettagli d'applicazione, tutte le possibili sanzioni e tutti gli eventuali controlli incrociati nei confronti dei Contribuenti.

In qualità di Associazione di Categoria abbiamo ritenuto tali azioni quali il minimo indispensabile a tutela di tutti i professionisti del settore, siano essi nostri associati, oppure no; ci aspettavamo prese di posizione simili da parte delle altre associazioni (oltre 40) del settore, ma a parte due delle quali abbiamo avuto notizia (una istituzionale e la più conosciuta, l'altra nuovissima, ma nata con sani principi), per il resto ci siamo sentiti soli nel condurre la giusta e sacrosanta battaglia istituzionale. Ci domandiamo quindi, le altre 38 e passa "associazioni" sono veramente tali, oppure il loro unico scopo è quello di elargire corsi e corsettini, spesso noiosi ed al limite del rispetto della normativa? Sono quindi strutture al solo scopo di lucro camuffate sotto false spoglie? Una cosa è certa, qualsiasi cosa siano la colpa è dei loro associati, forse legatisi ad esse giusto perché elargiscono i corsi obbligatori o qualche festicciola ogni tanto. L'iscrizione a tali associazioni non contribuisce certo al miglioramento della situazione dei componenti la bistrattata categoria, la frammentazione dei numeri toglie forza a tutti; sarebbe ora che i vari Gestori Condominiali non si facessero abbindolare dai corsetti a basso (o alto) costo in qualche modo comodi, ma concentrassero le loro attenzione e le loro iscrizioni su quelle Associazioni (poche) che al momento del bisogno sanno e vogliono anche (soprattutto) muoversi come un sindacato a tutela della Categoria. L'auspicio appena espresso risulta probabilmente vano, ma la speranza, come sappiamo è l'ultima a morire e siamo convinti che gli innumerevoli amministratori presenti sul territorio nazionale non siano proprio tutti "abbottonati di dietro" e vogliano alla fine fare i propri interessi scegliendo chi veramente li tutela, dimostrandolo con fatti tangibili ogni volta che risulti necessario.

(16/04/2017 - Franco Pani)
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