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La banca ci ama ed allunga la durata della nostra vita

La terza puntata della rubrica Frammenti dedicata alla curiosa lettera fatta recapitare da Ubi Banca a un suo correntista... del passato
uomo seduto fuori dalla sede di una banca

di Paolo M. Storani - Dopo aver parlato di Daspo (4 marzo 2017) e del Ponte di Mostar (5 marzo 2017), ecco la terza puntata della nuova rubrica Frammenti e non posso che dedicarla, con un sentito endorsement, ad Ubi Banca.

Questo encomiabile istituto di credito è reduce dalla fresca acquisizione di ben tre delle quattro banche frutto della davvero sapiente gestione del fu Governo Renzi del novembre 2015.

Avercene di statisti così, tutto "su' babbo".

Nello storytelling familistico-governativo - cribbio! - tutto procedeva a gonfie vele...

Costo totale dell'operazione messa a punto da Ubi tre euro: Bper ha, poi, comprato le spoglie della restante, Cariferrara, per un altro euro.

Si può, quindi, divenire banchieri a buon mercato.

Ubi ci ha dimostrato che anche l'uomo della strada, vale a dire il clochard, può togliersi lo sfizio provato da Piero Fassino al tempo delle intercettazioni sulla scalata alla Bnl da parte dell'Unipol di Giovanni Consorte: dai nastri venne fuori la voce del Segretario che chiedeva "abbiamo una banca?!"

Per i più piccini ricordiamo che stiamo parlando dello stratega più lungimirante del millennio: "faccia un partito e vediamo quanti voti prende" proclamò fiero nel 2009 con riferimento a Beppe Grillo che ora guida il primo partito italiano, con diversi punti di distacco dal Pd, che ha pure subìto la recente scissione.

E, non pago, nel 2015 ritentò con Chiara Appendino: "un giorno lei si segga su questa sedia e vediamo se poi sarà capace di fare...".

Il nostro spilungone non poteva immaginare che stava rivolgendosi a chi quella poltrona di Sindaco di Torino gli avrebbe sfilato da sotto il lato B.

Un profeta, non c'è che dire.

Questa banca Ubi meritoriamente e puntualmente, ogni tanto, scrive una bella letterina ad un correntista.

Eccone il testo fedele in ogni sua parte.

"Egregio Cliente,

Le comunichiamo che, in relazione al Suo rapporto a margine indicato e alle condizioni economiche che lo regolano, diversamente da quanto precedentemente comunicatoLe per un errore della Banca (n.d.r. = tutti possono sbagliare e, mannaggia!, neanche questi Moloch sono esenti da errore), La informiamo che l'importo corretto delle spese e dei diritti di custodia a Suo carico, comprensivo della imposta di bollo introdotta con il D.p.r. n. 642/1972 e successive modifiche/integrazioni (n.d.r. = e qui ci vorrebbe una virgola, ma preferisco non sottilizzare per non apparire pedante) risulta così determinato:... € 1,00 - Imposta di bollo - in vigore dal 1 gennaio 2012 cfr. Legge 214/2011... 2,70 - Spese per invio comunicazioni/informazioni non obbligatorie per legge... € 3,70 - totale a Suo debito.

La preghiamo pertanto di mettersi in contatto con la filiale presso la quale intrattiene il rapporto, che e' (n.d.r. = il carattere courier 10 utilizzato dalla banca evidentemente non contempla la battuta corretta "è") a Sua completa disposizione per eventuali chiarimenti e per accogliere il versamento dell'importo suesposto.

In attesa di una Sua cortese visita, cogliamo l'occasione per porgerLe i nostri migliori saluti"

F.to a stampigliatura; ometto il nome perché non voglio prendermi gioco di lui.

Ora, si crea un problema: il cliente è deceduto quasi vent'anni fa, epoca in cui vi era l'amata liretta e, quindi, non ha mai posseduto un euro nella saccoccia.

Temo, quindi, che non potrà mai saldare questo famigerato debito di € 3,70.

Un importo spropositato perché superiore di ben 0,70 centesimi al complessivo costo sostenuto dalla medesima Ubi Banca per acquistare Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca dell'Etruria (la vecchia Etruria era imparentata per parte di babbo con Maria Elena Boschi, attuale Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio) e Nuova Cassa di Risparmio di Chieti.

Ma non sarà che con tale gesto UBI si vuol rifare della cifra iperbolica sborsata di tre euro?!

Il correntista, ovviamente, non potrà fare visita alla filiale perché non si può proprio muovere dal popoloso e un po' mesto quartiere in cui è stato portato ad abitare.

In una precedente occasione la banca fu talmente premurosa da recapitare la lettera precisamente il 2 novembre, dì di commemorazione dei defunti.

Quando si dice il cuore di una seconda mamma!

Magari così uno può avvisarlo il giorno stesso in cui porta i crisantemi.

Riferiscono i suoi familiari di avere, ai fini della denuncia di successione, presentato all'epoca del decesso una comunicazione ufficiale al riguardo con richiesta della consistenza dei suoi risparmi custoditi in quel conto corrente ancora così effervescente.

Pur dopo un'attesa infinita, la banca si degnò finanche di rispondere.

Pertanto, è verosimile che agli atti custodisca traccia di tale documentazione.

Ma, evidentemente, intrattenere un rapporto con una banca regala l'immortalità.

E così, nella mesta commemorazione di chi non c'è più, riecheggiando l'agghiacciante e beffarda scritta che sormontava l'ingresso dei campi di concentramento ed eliminazione architettati dal nazismo, Arbeit macht frei, "il lavoro rende liberi", gli sportelli degli istituti di credito potrebbero apporre il ben più confortante motto: "la banca rende immortali".

Se vi va ci rivediamo sabato prossimo per la quarta puntata.



(07/03/2017 - Law In Action - di P. Storani) Foto: 123rf.com
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