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Il ravvedimento operoso

Cos'è, chi può accedere e come fare domanda
contribuente che sceglie tra angelo e diavolo evoca accordo o meno con fisco

Avv. Daniele Paolanti

Cosa è il ravvedimento operoso

Il ravvedimento operoso consiste essenzialmente nella facoltà concessa al contribuente di regolarizzare la sua posizione tributaria pagando delle sanzioni in misura ridotta e commisurata alla tempestività del ravvedimento.

La norma

Ai sensi dell'art. 13 comma 1 del D.lgs. n.472 del 1997, infatti, 

"La sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza: 

a) ad un decimo del minimo, nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione; 

a-bis) ad un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro novanta giorni dalla data dell'omissione o dell'errore, ovvero se la regolarizzazione delle omissioni e degli errori commessi in dichiarazione avviene entro novanta giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione in cui l'omissione o l'errore è stato commesso; 

b) ad un ottavo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale e' stata commessa la violazione ovvero, quando non e' prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione o dall'errore; 

b-bis) ad un settimo del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale e' stata commessa la violazione ovvero, quando non e' prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall'omissione o dall'errore; 

b-ter) ad un sesto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale e' stata commessa la violazione ovvero, quando non e' prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall'omissione o dall'errore; 

b-quater) ad un quinto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene dopo la constatazione della violazione ai sensi dell'articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, salvo che la violazione non rientri tra quelle indicate negli articoli 6, comma 3, o 11, comma 5, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471; 

c) ad un decimo del minimo di quella prevista per l'omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni ovvero a un decimo del minimo di quella prevista per l'omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni".

Chi può accedere al ravvedimento operoso?

Il ravvedimento operoso è esteso in linea di principio a tutti i contribuenti. L'avvento della legge di stabilità del 2015 ha soppresso determinati limiti precedentemente vigenti, dai quali è ora possibile prescindere: in particolare non operano più le preclusioni in forza delle quali la violazione non doveva essere già stata constatata e notificata a chi la ha commessa, non dovevano essere iniziati accessi, ispezioni e verifiche, non dovevano essere iniziate altre attività di accertamento formalmente comunicate all'autore. Si tenga in debito conto come tuttavia l'accesso alla procedura di ravvedimento non esclude l'inizio o la prosecuzione di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo e accertamento.

Quanti tipi di ravvedimento esistono?

A seconda delle tempistiche con le quali si provvede al ravvedimento operoso, questo varia la sua consistenza.

Il ravvedimento sprint, introdotto dal decreto Legge 98/2011, consiste nella possibilità di accedere ad una sanzione minima pari allo 0,1% (1/15 di 1/10 del 15%) per ogni giorno di ritardo nel versamento, fino a 14 giorni. Decorso infruttuosamente detto periodo, dal 15º al 30º giorno di ritardo è possibile avvalersi del ravvedimento breve, per il quale la sanzione applicabile è pari in misura fissa all'1,5% (1/10 del 15%). Il ravvedimento intermedio, invece, è quello posto in essere dal 31° al 90° giorno di ritardo e comporta il pagamento della sanzione nella misura fissa dell'1,67% (1/9 del 15%). C'è poi il ravvedimento lungo, che si ha a partire dal 91° giorno di ritardo sino al termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è stata commessa la violazione o, se la dichiarazione non è prevista, entro un anno dall'omissione o dall'errore. Esso comporta l'applicazione di una sanzione pari al 3,75% (1/8 del 30%). Infine, l'ultimo tipo di ravvedimento è il ravvedimento lunghissimo, pari al 4,29% (1/7 del 30%) o al 5% (1/6 del 30%) a seconda che il pagamento sia fatto entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello in cui è stata commessa la violazione o, se la dichiarazione non è prevista, entro due anni dall'omissione dell'errore o esso sia fatto oltre i predetti termini.

Come fare il versamento?

Operativamente, il ravvedimento può essere fatto eseguendo spontaneamente il pagamento dell'imposta dovuta, degli interessi (calcolati al tasso legale annuo a partire dal giorno in cui il versamento scadeva sino a quello in cui viene effettivamente eseguito) e della sanzione in misura ridotta.

I moduli da utilizzare sono 3.

Per le imposte sui redditi, per le relative imposte sostitutive, per l'IVA, per l'IRAP, per le ritenute e per le imposte autoliquidate per le successioni si usa il modello F24.

Per l'imposta di registro sulle locazioni e sugli affitti di beni immobili si usa il modello F24 con elementi identificativi (cd. ELIDE).

Infine, per gli altri tributi indiretti si usa il modello F23.

Su tutti sia gli interessi che le sanzioni devono essere indicati facendo riferimento ai codici tributo appositamente previsti.

Vantaggi del ravvedimento operoso

Quanto detto rende evidente che il ravvedimento operoso rappresenta un grande vantaggio per i contribuenti, permettendo loro di rimediare a omissioni, errori o dimenticanze pagando una sanzione notevolmente ridotta rispetto a quella alla quale altrimenti soggiacerebbero.

Oltretutto, per il calcolo del ravvedimento operoso il tasso di interesse legale, a partire dal 1° gennaio 2016, è sceso allo 0,2%.

Daniele PaolantiDaniele Paolanti - profilo e articoli
E-mail: daniele.paolanti@gmail.com Tel: 340.2900464
Vincitore del concorso di ammissione al Dottorato di Ricerca svolge attività di assistenza alla didattica.
(17/03/2017 - Avv.Daniele Paolanti) Foto: 123rf.com
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