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Il ravvedimento operoso

Guida al ravvedimento operoso. Cos'è, chi può accedervi, cosa comporta e come fare domanda per ottenere i benefici che ne derivano
contribuente che sceglie tra angelo e diavolo evoca accordo o meno con fisco

Avv. Daniele Paolanti - Il ravvedimento operoso consiste nella facoltà concessa al contribuente di porre rimedio all'inadempimento nei confronti del fisco, regolarizzando spontaneamente la propria posizione tributaria senza attendere il sollecito di pagamento che, prima o poi, arriverà.

Chi decide volontariamente di pagare una somma non corrisposta nei termini pagherà le sanzioni previste per l'inadempimento in misura ridotta, commisurata alla tempestività del ravvedimento. Tanto prima avverrà il ravvedimento, tanto maggiore sarà la riduzione dell'importo della sanzione.

Il ravvedimento operoso rappresenta quindi un grande vantaggio per i contribuenti, permettendo loro di rimediare a omissioni, errori o dimenticanze pagando una somma notevolmente inferiore rispetto a quella che altrimenti dovrebbero corrispondere.

Indice:

  1. Chi può accedere al ravvedimento operoso
  2. Calcolo del ravvedimento operoso
  3. Ravvedimento operoso: come fare?
  4. Ravvedimento operoso IMU
  5. Quando il ravvedimento operoso è causa di non punibilità
  6. Il ravvedimento operoso è circostanza attenuante
  7. Ravvedimento operoso: la norma

Chi può accedere al ravvedimento operoso

Il ravvedimento operoso è esteso in linea di principio a tutti i contribuenti.

Infatti, con l'emanazione della legge di stabilità 2015 sono stati soppressi determinati limiti precedentemente vigenti, dai quali è ora possibile prescindere: in particolare non operano più le preclusioni in forza delle quali la violazione non doveva essere già stata constatata e notificata a chi la ha commessa, non dovevano essere iniziati accessi, ispezioni e verifiche e non dovevano essere iniziate altre attività di accertamento formalmente comunicate all'autore.

A tale proposito deve comunque considerarsi che l'accesso alla procedura di ravvedimento non esclude l'inizio o la prosecuzione di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo e accertamento.

Calcolo del ravvedimento operoso

Come detto, il ravvedimento operoso comporta un taglio delle sanzioni previste per l'inadempimento, secondo una misura che varia in base alle tempistiche con le quali si provvede al pagamento spontaneo. In particolare, si distingue tra ravvedimento sprint, ravvedimento breve, ravvedimento intermedio, ravvedimento lungo e ravvedimento lunghissimo.

Il ravvedimento sprint

Il ravvedimento sprint, introdotto dal decreto Legge 98/2011, consiste nella possibilità di accedere a una sanzione minima pari allo 0,1% (1/15 di 1/10 del 15%) per ogni giorno di ritardo nel versamento, fino a 14 giorni.

Il ravvedimento breve

Decorso infruttuosamente detto periodo, dal 15º al 30º giorno di ritardo è possibile avvalersi del ravvedimento breve, per il quale la sanzione applicabile è pari in misura fissa all'1,5% (1/10 del 15%).

Il ravvedimento intermedio

Il ravvedimento intermedio, invece, è quello posto in essere dal 31° al 90° giorno di ritardo e comporta il pagamento della sanzione nella misura fissa dell'1,67% (1/9 del 15%).

Il ravvedimento lungo

C'è poi il ravvedimento lungo, che si ha a partire dal 91° giorno di ritardo sino al termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è stata commessa la violazione o, se la dichiarazione non è prevista, entro un anno dall'omissione o dall'errore. Esso comporta l'applicazione di una sanzione pari al 3,75% (1/8 del 30%).

Il ravvedimento lunghissimo

Infine, l'ultimo tipo di ravvedimento è il ravvedimento lunghissimo, pari al 4,29% (1/7 del 30%) o al 5% (1/6 del 30%) a seconda che il pagamento sia fatto entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello in cui è stata commessa la violazione o, se la dichiarazione non è prevista, entro due anni dall'omissione dell'errore o esso sia fatto oltre i predetti termini.

Ravvedimento operoso: come fare?

Operativamente, per procedere al ravvedimento operoso non si deve far altro che eseguire spontaneamente il pagamento dell'imposta dovuta, degli interessi (calcolati al tasso legale annuo a partire dal giorno in cui il versamento scadeva sino a quello in cui viene effettivamente eseguito) e della sanzione in misura ridotta.

I moduli per il versamento

I moduli da utilizzare per pagare quanto dovuto sono 3:

  • per le imposte sui redditi, per le relative imposte sostitutive, per l'IVA, per l'IRAP, per le ritenute e per le imposte autoliquidate per le successioni si usa il modello F24;
  • per l'imposta di registro sulle locazioni e sugli affitti di beni immobili si usa il modello F24 con elementi identificativi (cd. ELIDE);
  • infine, per gli altri tributi indiretti si usa il modello F23.

Su tutti sia gli interessi che le sanzioni devono essere indicati facendo riferimento ai codici tributo appositamente previsti.

Ravvedimento operoso IMU

Con particolare riferimento all'IMU, va detto che la possibilità per il contribuente di procedere al ravvedimento operoso si ha sino al 30 giugno dell'anno successivo a quello dell'omesso o insufficiente versamento dell'imposta. Stesso discorso vale per la Tasi.
Infatti, se è vero che l'articolo 13, comma 1, lett. b), del d.lgs. n. 472/1997 concede la riduzione della sanzione a 1/8 se la regolarizzazione avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione o in alternativa (quando non è prevista dichiarazione periodica) entro un anno dall'omissione o dall'errore, è vero anche che le dichiarazioni IMU (e le dichiarazioni Tasi) non possono essere considerate periodiche, in quanto vanno ripresentate solo se gli elementi che incidono sul loro ammontare hanno subito delle modifiche.

Quando il ravvedimento operoso è causa di non punibilità

In alcuni casi, il ravvedimento operoso rappresenta una causa di non punibilità di determinati reati fiscali.

L'articolo 13 del decreto legislativo numero 74/2000 prevede, infatti, che i reati di omesso versamento di ritenute dovute o certificate, omesso versamento di IVA e indebita compensazione non sono punibili se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari, compresi sanzioni amministrative e interessi, sono stati estinti mediante integrale pagamento degli importi dovuti, anche a seguito di ravvedimento operoso.

Inoltre, anche i reati di dichiarazione infedele e omessa dichiarazione non sono punibili se i debiti tributari, compresi sanzioni e interessi, sono stati estinti mediante integrale pagamento degli importi dovuti, anche a seguito di ravvedimento operoso.

Il ravvedimento operoso è circostanza attenuante

Va infine detto che l'articolo 13-bis del decreto 74 stabilisce che, fuori dai casi di non punibilità, l'estinzione integrale del debito tributario rappresenta una circostanza attenuante a effetto speciale, che comporta la diminuzione fino alla metà delle pene previste per i delitti di cui al decreto stesso e la non applicabilità delle pene accessorie indicate dall'articolo 12.

Il ravvedimento operoso è inoltre condizione per l'applicazione della pena ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, che disciplina il cd. patteggiamento.

Ravvedimento operoso: la norma

Art. 13, comma 1, D.lgs. n. 472/1997

"La sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza:

a) ad un decimo del minimo, nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione;

a-bis) ad un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro novanta giorni dalla data dell'omissione o dell'errore, ovvero se la regolarizzazione delle omissioni e degli errori commessi in dichiarazione avviene entro novanta giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione in cui l'omissione o l'errore è stato commesso;

b) ad un ottavo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale e' stata commessa la violazione ovvero, quando non e' prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione o dall'errore;

b-bis) ad un settimo del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale e' stata commessa la violazione ovvero, quando non e' prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall'omissione o dall'errore;

b-ter) ad un sesto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale e' stata commessa la violazione ovvero, quando non e' prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall'omissione o dall'errore;

b-quater) ad un quinto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene dopo la constatazione della violazione ai sensi dell'articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, salvo che la violazione non rientri tra quelle indicate negli articoli 6, comma 3, o 11, comma 5, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471;

c) ad un decimo del minimo di quella prevista per l'omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni ovvero a un decimo del minimo di quella prevista per l'omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni


Daniele PaolantiDaniele Paolanti�- profilo e articoli
E-mail: daniele.paolanti@gmail.com Tel: 340.2900464
Vincitore del concorso di ammissione al Dottorato di Ricerca svolge attivit� di assistenza alla didattica.
(07/09/2018 - Avv.Daniele Paolanti) Foto: 123rf.com
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