Oggi l'accesso al ravvedimento operoso è generalizzato, ma prima della legge di stabilità per il 2015 era subordinato al ricorrere di precise condizioni
contribuente che sceglie tra angelo e diavolo evoca accordo o meno con fisco

Ravvedimento operoso generalizzato

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Il ravvedimento operoso è un istituto che, da qualche anno, è a disposizione di tutti i contribuenti.

    Tutti coloro che non hanno pagato un tributo, infatti, possono oggi decidere di rimediare spontaneamente a tale omissione e accedere, in tal modo, a delle sanzioni ridotte, di importo variabile a seconda della maggiore o minore tempestività con la quale provvedono alla regolarizzazione.

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    Ravvedimento operoso prima del 2015

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    L'accesso generalizzato al ravvedimento operoso è stato introdotto dalla legge di stabilità per il 2015.

    Prima, infatti, l'istituto era riservato ai contribuenti che fossero in grado di dimostrare che:

    • la violazione non gli era stata ancora contestata né notificata,
    • non erano iniziati accessi, ispezioni e verifiche
    • non erano iniziate altre attività di accertamento comunicategli in maniera formale, come la richiesta di esibizione di documenti o l'invio di questionari.

    Inoltre, la normativa sul ravvedimento operoso in vigore sino all'emanazione della legge di stabilità per il 2015 prevedeva anche il rispetto di specifici limiti temporali.

    Chi non può chiedere il ravvedimento operoso

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    Sebbene il ravvedimento operoso sia oggi ad accesso generalizzato, non è comunque possibile accedervi se vi è stata la notifica di un atto di liquidazione o di accertamento.

    Il che vuol dire che anche se si è ricevuta una comunicazione da controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni non è possibile avvalersi di tale rimedio.

    Valeria Zeppilli
    Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
    Consulenza Legale
    E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
    Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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    (28/04/2020 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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