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Addio a medici di famiglia, chirurghi e pediatri

Tra pochi anni un italiano su tre non potrà contare sul medico di base né su oltre 40mila specialisti. La colpa è del numero chiuso e del blocco delle assunzioni
medici seri con file dietro di sedie e una caduta simboleggiante danno

di Valeria Zeppilli – Il medico di famiglia potrebbe divenire presto un "miraggio" per molti italiani. L'Enpam ha infatti diffuso nel corso dell'ultimo congresso nazionale della Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) dei dati abbastanza allarmanti: nei prossimi 7 anni si presume che andranno in pensione 21.700 medici di famiglia, ovverosia oltre 3.000 ogni anno. Se si considera che, dall'altro lato, le borse programmate dalle Regioni per l'accesso alla professione non superano le 900, il conto è presto fatto.

Tale dato è inoltre aggravato dalla circostanza che i pochi borsisti ricevono a mala pena 800 euro al mese, ovverosia meno della metà dei 1.700 euro corrisposti agli specialisti.

Riportando tutto ciò sul piano dei pazienti, si può tranquillamente dire che nel giro di qualche anno a rischiare di restare senza il medico di base sarà circa un italiano su tre.

Ma la crisi non riguarda solo questi professionisti: il rigido numero chiuso, il blocco delle assunzioni, l'errata programmazione delle scuole di specializzazione dovrebbero presto far sentire la mancanza anche di altri medici, primi tra tutti pediatri, ginecologi, internisti e chirurghi. Insomma: specialisti tutt'altro che di secondo piano.

Questa volta i dati arrivano dal sindacato Anaao, che chiede con forza un intervento tempestivo del Governo che argini il problema.

Lo studio segnala infatti una situazione davvero drammatica: in dieci anni saranno 40.000 i medici che mancheranno all'appello e quelli ancora in corsia saranno quasi tutti di età avanzata. In realtà già oggi il 48,7% dei sanitari ha oltre 55 anni di età ma la percentuale è destinata a crescere.

Insomma: è evidente che il problema va affrontato in maniera a dir poco urgente.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(30/11/2016 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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