Medici di base: no assistenza domiciliare ai malati Covid
Avv. Valeria Zeppilli |

Medici di base: no assistenza domiciliare ai malati Covid

Per il TAR del Lazio, i medici di base non possono essere gravati del compito di assistere a domicilio coloro che hanno contratto il coronavirus

Covid: l'assistenza domiciliare spetta alle USCA

Con la pronuncia numero 11991/2020 qui sotto allegata, il TAR del Lazio ha accolto le doglianze del Sindacato dei Medici Italiani, affermando che l'affidamento ai medici di medicina generale del compito di assistenza domiciliare ai malati Covid non è coerente con la normativa emergenziale. Per legge, infatti, tale assistenza dovrebbe spettare esclusivamente alle Unità Speciali di Continuità Assistenziale.

Medici di base distratti dal Covid

L'assistenza domiciliare ai pazienti Covid, secondo il TAR del Lazio, rischia peraltro di distrarre pericolosamente i medici di base dal compito di prestare l'ordinaria assistenza, con enorme danno per i pazienti non Covid, spesso non meno bisognosi di cure.

In sostanza, per il giudice amministrativo non bisogna lasciare indietro coloro che sono affetti da altre patologie, anche gravi, e occorre quindi ristabilire l'ordine suddividendo adeguatamente i compiti.

Festeggia l'ordine dei medici

La Federazione nazionale degli ordini dei medici ha accolto con approvazione la sentenza, sottolineando che tale pronuncia non fa altro che ribadire ciò che la legge dice già, ovverosia che dell'assistenza domiciliare devono farsi carico le USCA. Se poi queste non ci sono o non bastano, per la Fnomeo, come affermato all'Ansa, "è un'inadempienza delle Regioni".

La Regione Lazio ricorre al CdS

La Regione Lazio, invece, non ci sta e ha annunciato sin da subito l'intenzione di rivolgersi al Consiglio di Stato: senza il sostegno dei medici di base è impossibile gestire le 60mila persone in isolamento domiciliare presenti nel Lazio. Le USCA-R non bastano.



Avv. Valeria Zeppilli

Avv. Valeria Zeppilli

Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi – Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università “G. D'Annunzio” di Chieti – Pescara.


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