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Disoccupati: in arrivo fino a 5mila euro per trovare lavoro

Ai nastri di partenza l'assegno di ricollocazione. Si comincia con 10-20 mila disoccupati estratti a sorte
donna perplessa pensa a divisione denaro

di Marina Crisafi - È ormai ai nastri di partenza l'assegno di ricollocazione, la misura che servirà ad aiutare i disoccupati a trovare un lavoro con un importo fino a 5mila euro (leggi: "Disoccupazione: arriva l'assegno di ricollocazione"). 

Il progetto pilota sarà avviato dal mese di novembre e riguarderà in primis una platea dai 10mila ai 20mila disoccupati per essere, poi, esteso, una volta a regime, per tutti i senza lavoro d'Italia.

Il fine della misura, lungi da un "assistenzialismo" generalizzato (che va di pari passo con lo stop alla mobilità dal primo gennaio prossimo), è quello di condurre "per mano" chi si trova in stato di disoccupazione fornendogli strumenti utili per ritrovare un lavoro.

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta, quando parte e chi ne può beneficiare:

Beneficiari e importo

La misura spetta ai disoccupati che hanno almeno 4 mesi di Naspi, la nuova indennità di disoccupazione istituita lo scorso anno e che riguarda circa 100mila senza lavoro al mese.

L'importo dell'assegno di ricollocazione non sarà uguale per tutti, il suo ammontare dipenderà dalla difficoltà di collocazione di quel preciso soggetto disoccupato. In ogni caso, si partirà dall'assegno più basso, intorno ai mille euro, assegnato ai profili "più facili" da ricollocare (come ad esempio, trentenni in possesso di laurea in ingegneria che cercano lavoro a Milano), per arrivare fino a 5mila euro per i disoccupati che hanno molte meno chance sul mercato del lavoro (come, ad esempio, un cinquantenne operaio che cerca lavoro in una provincia del Mezzogiorno ad alto tasso di disoccupazione).

Primi candidati scelti "a sorte"

All'interno della platea sopradelineata, l'Anpal, la nuova Agenzia per le politiche attive del lavoro, sceglierà, estraendoli a sorte, i primi 10mila/20mila disoccupati che avranno diritto all'assegno di ricollocazione.

Il fine è quello di testare l'assegno, in modo da poter apportare eventuali accorgimenti e migliorie alla misura prima di metterla a regime nel 2017.

Nel periodo di sperimentazione, i soggetti che riceveranno la lettera dell'Anpal non sono tenuti a rispondere e dunque ad "incassare" l'assegno. Ovvio che se si mettono in gioco aumenteranno le loro possibilità di trovare un lavoro, ma, in ogni caso, chi si rende disponibile e poi non si presenta ai colloqui vedrà decurtata la Naspi. Sarà lo stesso centro per l'impiego a comunicare all'Inps il mancato adempimento da parte del disoccupato ai fini della decurtazione.

La procedura

In ogni caso, prima dell'avvio della sperimentazione sarà necessario che l'Anpal attivi il nuovo portale cui i disoccupati dovranno iscriversi, e il passaggio dovrebbe avvenire a novembre.

Una volta pubblicato il portale, sarà inviata per posta una lettera alle migliaia di disoccupati selezionati a sorte per la sperimentazione, comprensiva di codice e password attraverso i quali il soggetto potrà accedere alla parte riservata del sito e verificare sia l'importo del suo assegno che le modalità per spenderlo (agenzia privata o collocamento).

A questo punto, formalizzata la presa in carico al centro per l'impiego, inizierà l'attività di orientamento vera e propria.

Come si spende l'assegno

Va specificato preliminarmente che i beneficiari dell'assegno di ricollocazione non vedranno né soldi contanti né assegni, ma riceveranno una specie di buono simbolico spendibile per ottenere un servizio che sarà garantito o dai centri per l'impiego ovvero da agenzie per il lavoro private. Sarà il disoccupato, come anticipato sopra, a scegliere a chi rivolgersi e gli interlocutori prescelti dovranno garantire la presa in carico del soggetto da parte di un tutor, effettuare un colloquio per capirne le potenzialità, aiutarlo a stilare il proprio curriculum e nella ricerca materiale di un'occupazione (fissando anche i colloqui).

A non rientrare, invece, tra le competenze del fornitore di servizi è la messa a disposizione di corsi di formazione, fermo restando però che lo stesso potrà indicare che tipo di lezioni potrebbero essere utili al soggetto e chi potrebbe fornirle.

(01/10/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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