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Responsabilità medica: pezzi di vetro nella ferita. E' cosa prevedibile se deriva da incidente stradale

Tribunale di Palermo: i medici non devono sottovalutare le lamentele del paziente
Medico che prende appunti

di Valeria Zeppilli – Con la sentenza numero 2186/2016, la terza sezione civile del Tribunale di Palermo è tornata a pronunciarsi in una delle materie che, purtroppo, affollano troppo spesso le aule di giustizia: quella della responsabilità medica.

Nel caso di specie, l'azienda sanitaria è stata condannata a pagare ad un paziente la somma di oltre 4.600 euro a titolo di responsabilità contrattuale.

I sanitari della struttura, infatti, non si erano accorti che, a seguito di incidente stradale, erano rimasti alcuni pezzi di vetro all'interno del ginocchio del paziente.

Alla prima visita al pronto soccorso, subito dopo il sinistro, la presenza dei predetti frammenti non poteva emergere dalla ferita lacero-contusa medicata e suturata. Tuttavia l'errore dopo c'è stato: nonostante mancasse un primo riscontro del corpo estraneo, infatti, i sanitari non dovevano sottovalutare (come hanno fatto) le successive lamentele del paziente, recatosi di nuovo in ospedale dopo una settimana per il persistere del dolore.

In quell'occasione, più nel dettaglio, i medici hanno prescritto all'uomo soltanto una terapia antibiotica e antiinfiammatoria per diagnosi di flogosi. Peccato, però, che si trattava di altro e che l'uomo si è trovato costretto a subire un intervento chirurgico per la rimozione dei pezzi di vetro.

Peraltro la ferita riportata, derivata da incidente stradale, poteva tranquillamente comportare un tal genere di complicanze.

La pronuncia è interessante anche per il fatto di aver precisato che l'inabilità temporanea, in un simile caso, va computata prendendo come punto di riferimento iniziale l'omissione e come punto di riferimento finale la diagnosi corretta.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(01/07/2016 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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