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Partite Iva chiuse d'ufficio e affitti fuori dal 730: ecco la riforma del fisco

Sarà varato dal Governo entro la prossima settimana il decreto correttivo della delega sulle semplificazioni fiscali
bussola che mostra il tempo per la semplificazione fiscale

di Marina Crisafi - Gli affitti non troveranno più posto nel 730 e le partite Iva inattive saranno chiuse d'ufficio. E, ancora, l'F24 sopra i mille euro diventerà cartaceo e si dirà addio allo spesometro. Sono alcune delle grandi novità in arrivo con il decreto correttivo della delega sulle semplificazioni fiscali che sarà varato con molta probabilità dal Consiglio dei Ministri la prossima settimana, visti i tempi ristretti per non decadere dalla delega (la deadline è il 12 giugno).

Dopo di che ci saranno 18 mesi di tempo per il governo per adottare uno o più decreti correttivi.

Vediamo le principali novità:


Partite Iva inattive chiuse senza sanzioni

Nell'ottica di una vera e propria "pulizia" dei dati che il decreto delle semplificazioni mira ad ottenere, si arriverà alla cancellazione d'ufficio delle partite Iva inattive da almeno tre anni.

Non si applicheranno in ogni caso sanzioni amministrative e la chiusura sarà comunque preventivamente comunicata al contribuente che potrà evitarla se risponderà subito all'Agenzia delle Entrate.

Affitti fuori dal 730

Tra le varie novità in arrivo c'è anche l'alleggerimento degli oneri dei proprietari di immobili dati in locazione. Dal 2017, infatti, non sarà più obbligatorio indicare nella dichiarazione dei redditi i contratti di affitto registrati se non sono presenti modifiche. Nella stessa ottica, non dovranno più essere indicati gli immobili detenuti all'estero, sempre che non siano intervenute variazioni rispetto all'anno precedente.

Tagli alle comunicazioni

Sempre con l'obiettivo di ridurre gli oneri di adempimento gravanti su imprese e professionisti, il decreto elimina, come annunciato nei giorni scorsi, una serie di comunicazioni ritenute superflue se i dati richiesti sono già a disposizione dell'amministrazione finanziaria o la stessa può reperirli tramite altri canali. Nello specifico, si dirà addio al c.d. "spesometro", ai rapporti con i paesi appartenenti alla black list, alla concessione di beni e finanziamenti ai soci, all'obbligo di tenuta del registro delle lettere di intento per coloro che operano con l'estero e fruiscono delle agevolazioni Iva come esportatori abituali.

F24 cartaceo e modello unico

Per tutti coloro che non hanno partiva Iva e scarsa dimestichezza con la tecnologia (come in primis i pensionati), il decreto fa cadere l'obbligo della delega di pagamento elettronico (evitando così il ricorso all'aiuto di commercialisti o Caf) e segna il ritorno dell'F24 cartaceo sopra i mille euro.

Novità anche per le certificazioni uniche dei redditi per le quali ci sarà un mese in più di tempo. La scadenza del 28 febbraio infatti sarà posticipata al 31 marzo di ogni anno.

La moratoria di agosto

Confermata la moratoria estiva per gli adempimenti fiscali (leggi: "Accertamenti: ad agosto il fisco chiude per ferie"). I contribuenti che riceveranno una comunicazione (ivi compresi gli avvisi bonari) da parte del fisco nel periodo tra il 1° e il 31° agosto avranno un mese in più di tempo (30 giorni per l'esattezza) per rispondere.

Tutto quindi verrà rinviato a settembre dopo la pausa estiva.

2 e 5 per mille

Per l'erogazione delle quote del 2 e del 5 per mille, il decreto prevede una forte accelerazione nei tempi di pagamento.

La liquidazione delle somme per i soggetti scelti dai contribuenti, infatti, avverrà in modo più celere tramite il calcolo delle opzioni effettuato direttamente sulle dichiarazioni presentate entro giugno/settembre, senza dover attendere l'arrivo dei modelli integrativi (da ottobre in poi).

(26/05/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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