Addio studi di settore: arriva la legge

Approvati gli emendamenti dalla commissione. Il "pacchetto semplificazione" entra nel dl fiscale al voto con fiducia da lunedì
uomo incontro a un bivio deve fermarsi per stop

di Marina Crisafi – L'addio agli studi di settore, annunciato ormai da tempo, è definitivo, fissato nero su bianco nelle norme del c.d. decreto fiscale, grazie agli emendamenti approvati dalla commissione della Camera al testo di conversione in legge del provvedimento. Oltre al traguardo per gli studi di settore, tra le altre novità che hanno ricevuto il via libera in commissione anche una nutrita serie di misure nell'ambito del "pacchetto semplificazioni", tra cui la "moratoria estiva" che diventa strutturale. Il decreto legge collegato alla manovra ora è pronto per arrivare in aula, già lunedì con voto di fiducia il giorno successivo, per essere convertito dunque entro la settimana.

Ecco le novità approvate:

Arrivano gli "indici di affidabilità"

Addio agli studi di settore e introduzione di indici sintetici di affidabilità per promuovere la c.d. compliance fiscale e rivoluzione la disciplina in materia di accertamento tributario. Il lungo processo, dopo l'approvazione degli emendamenti al testo del decreto fiscale in commissione finanze e bilancio della Camera, è ormai giunto a compimento e partire dal prossimo anno, il ministro dell'economia dovrà indicare, con un proprio decreto, come funzionano i nuovi indici e i livelli di premialità per i contribuenti più affidabili. Premi che potranno portare a ridurre i termini o ad escludere in toto gli accertamenti. Al contempo, con l'arrivo dei nuovi indici "cessano di avere effetto, ai fini dell'accertamento dei tributi, le disposizioni sugli studi di settore" (leggi anche: "Studi di settore: l'addio è definitivo").


Ritorno F24 cartaceo

A ricevere l'approvazione della Commissione anche il c.d. "pacchetto semplificazioni" messo a punto dal Pd con una trentina di misure, tra cui il ritorno all'F24 cartaceo per i versamenti sopra i mille euro.

La misura destinata ad andare incontro ai contribuenti meno avvezzi alla tecnologia, libera al contempo i professionisti dagli adempimenti legati a versamenti di importi irrisori.

Sale inoltre da 15mila a 30mila euro il tetto del rimborso a cui hanno diritto i contribuenti che, non potendo utilizzare l'ammontare completo della detrazione a cui hanno diritto attraverso la dichiarazione dei redditi, possono far slittare il risarcimento all'anno successivo.

Stop al tax day

Sempre nell'ambito del pacchetto semplificazioni, arriva lo stop al tax day. Il versamento di Ires, Irpef e Irap slittano, dunque, dal 16 al 30 giugno, evitando così l'ingorgo annuale, mentre rimangono alla medesima data le tasse locali (come Imu e Tasi).

Inoltre, per gli accertamenti e l'invio di atti catastali il fisco potrà utilizzare la Pec. Infine, in caso di infedeltà sulle dichiarazioni elaborate da professionisti e Caf, sarà possibile rettificare (con dichiarazione o comunicazione ad hoc) anche dopo il 10 novembre, sempre che l'infedeltà non sia già stata contestata. In tale ultimo caso, sarà dovuta la sanzione ridotta con il ravvedimento.

Moratoria estiva

Confermata la moratoria estiva del fisco dal primo agosto al 4 settembre, già applicata lo scorso anno.

Durante la pausa vacanziera, verranno sospesi i termini per la trasmissione dei documenti e delle informazioni richieste ai contribuenti dall'Agenzia delle Entrate (o da altri enti impositori). Non si applicherà, inoltre, nel medesimo periodo il termine dei 30 giorni per il pagamento degli importi dovuti a seguito dei controlli.

Chiusura partite Iva inattive

Al fine di smaltire il numero delle partite Iva inattive, verrà introdotta una misura che prevede la cancellazione automatica delle stesse dopo 3 anni di inattività.

Cedolare secca

Novità anche sul fronte affitti con la possibilità di usare la cedolare secca anche per i proprietario che hanno dimenticato di registrare il contratto di locazione. Il regime agevolato ''non comporta la revoca dell'opzione esercitata in sede di registrazione del contratto di locazione, qualora il contribuente abbia mantenuto un comportamento coerente con la volontà di optare per il regime''. L'interessato, però, dovrà effettuare i versamenti e dichiarare i redditi da cedolare nel relativo quadro della dichiarazione dei redditi. Prevista, inoltre, una sanzione di 100 euro nell'ipotesi di mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga (anche tacita), o alla risoluzione del contratto di locazione per il quale è stata esercitata l'opzione per la cedolare secca, entro 30 giorni dal verificarsi dell'evento. La sanzione scende a 50 euro, se la comunicazione viene presentata in ritardo, ma non oltre i 30 giorni.

(10/11/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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