Sei in: Home » Articoli

La perequazione tributaria

Il fondamento legale e costituzionale di uno dei principi cardine dell'ordinamento fiscale italiano
fisco soldi crisi euro

di Valeria Zeppilli – La perequazione tributaria è uno dei principali principi teorici che orientano l'ordinamento italiano, in forza del quale il carico fiscale va distribuito tra i vari contribuenti in ragione della capacità contributiva del singolo.

L'articolo 53 della Costituzione

La giusta ed equa ripartizione del carico tributario, più in particolare, trova la sua fonte principale nell'articolo 53 della Costituzione.

Tale norma, infatti, al primo comma sancisce che tutti sono chiamati a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il secondo comma della medesima disposizione stabilisce, poi, che il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

In sostanza, dopo aver enunciato il generale principio della capacità contributiva, il costituente ha sancito che nel nostro ordinamento chi ha di più è chiamato a versare di più, mentre chi ha di meno deve versare di meno. Ciò emerge principalmente con riferimento alle imposte dirette.

La legge sulla perequazione tributaria

La perequazione tributaria ha poi trovato piena attuazione con la cd. legge Vanoni, ovverosia con la legge numero 25 dell'undici gennaio 1951.

Con essa, infatti, fu prevista la dichiarazione dei redditi e furono introdotte le disposizioni sull'accertamento.

Ispirata a principi di equità fiscale, è stata proprio tale legge che, oltre a costruire un sistema basato sulla dichiarazione unica dei redditi del contribuente, ha provveduto ad attuare in concreto una ridistribuzione del carico fiscale tesa ad evitare di gravare troppo sui cittadini non abbienti.

Eliminazione delle ingiustizie tributarie

Da quanto detto, emerge chiaramente che l'intento della perequazione tributaria è quello di eliminare le ingiustizie tributarie.

Tale intento è perseguito affiancando al principio della generalità (in forza del quale tutti coloro che hanno capacità contributiva e beneficiano dei servizi offerti dallo Stato devono provvedere al pagamento dei tributi richiesti) quello della uniformità (in forza del quale il peso delle imposte deve gravare sui contribuenti in maniera uguale, laddove per uguale si intende con la stessa intensità in ragione della situazione del singolo).

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(01/04/2016 - Valeria Zeppilli)
In evidenza oggi:
» Negoziazione assistita: niente contributo unificato
» Anche l'avvocato negligente va pagato
» Avvocati: assicurazione professionale anche per i praticanti
» Usura: le Sezioni Unite sulla commissione di massimo scoperto
» Conto corrente gratis in vigore


Puoi trovare o lasciare commenti anche nei post che trovi nella nostra Pagina Facebook
Newsletter f g+ t in Rss