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Randagismo: è il comune a pagare i danni provocati dagli animali

La normativa in materia affida a tali enti il compito di prendere i provvedimenti necessari affinché i cani randagi non arrechino danni alle persone
cani

di Valeria Zeppilli – Con la sentenza numero 3974/2015 (qui sotto allegata), il Tribunale di Palermo ha ricordato che il Comune è tenuto a pagare i danni provocati dai cani randagi che circolano per la città.

La legge quadro sul randagismo, del resto, affida a tale ente il compito di organizzare la prevenzione e il controllo dei cani randagi.

I Comuni, quindi, in correlazione con gli altri soggetti indicati dalla legge (come le Asl), sono tenuti a prendere tutti i provvedimenti necessari a evitare che gli animali vaganti arrechino danni alle persone, nel territorio di loro competenza.

Così, nel caso di specie, il Comune di Monreale si è trovato condannato a risarcire i danni subiti da un motociclista a seguito della caduta causata dallo scontro con un cane randagio che attraversava la strada.

A sostegno della condanna, nella vicenda in esame si aggiungono peraltro le previsioni della legge della Regione Sicilia numero 15/2000 che, all'articolo 14, conferma in capo ai Comuni, singoli o associati, il compito di catturare i cani vaganti o randagi e di affidarli ai rifugi sanitari pubblici o convenzionati.

Si aggiunge, poi, il decreto dell'assessore per la sanità numero 2825 del 13 dicembre 2007, contenente le linee guida e le azioni mirate per il controllo del randagismo: esso, infatti, pone gli oneri di servizio della cattura dei cani randagi a carico dei Comuni.

Sulla base di tutti tali sostegni normativi, quindi, il Comune di Monreale non può che essere ritenuto responsabile dei danni riportati dal motociclista a seguito dello scontro con l'animale che indebitamente vagava su una strada comunale, non importa se randagio o smarrito.

Tribunale di Palermo testo sentenza numero 3974/2015
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(19/01/2016 - Valeria Zeppilli)
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