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La prova dell'appartenenza di un bene a un coniuge

Se nei confronti dell'altro coniuge pu˛ essere data con ogni mezzo, nei confronti dei terzi va data con scrittura privata avente data certa
coppia sorridente che si abbraccia
di Valeria Zeppilli ľ L'articolo 219 del codice civile stabilisce, al primo comma, che ciascun coniuge pu˛ provare nei confronti dell'altro la proprietÓ esclusiva di un bene con ogni mezzo, quindi anche tramite testimoni.

Tale disposizione Ŕ stata prevista dal legislatore in considerazione del fatto che la convivenza pu˛ ingenerare confusione circa la titolaritÓ dei beni.


I rapporti con le altre norme in materia di prova

La possibilitÓ di fornire con ogni mezzo la prova della proprietÓ esclusiva di un bene nei confronti dell'altro coniuge riveste una particolare rilevanza nel nostro ordinamento.

Essa, infatti, sembrerebbe sancire, nella sostanza, che nei rapporti tra i coniugi non trovano applicazione le norme che disciplinano la prova dei contratti a mezzo testimoni e che va consentita qualsiasi prova anche nelle ipotesi in cui la legge richieda espressamente la prova scritta.

In tal senso, tuttavia, non vi Ŕ unanimitÓ di vedute in dottrina.

Sulla base dell'articolo 219, inoltre, sembrerebbe ammissibile, tra i coniugi, la prova testimoniale anche al di fuori dei confini fissati dall'articolo 1417 del codice civile.

Secondo la prevalente dottrina, peraltro, l'articolo in esame si applicherebbe non solo nel caso in cui un coniuge intenda provare la proprietÓ esclusiva di un bene, ma anche quando intenda provare la comproprietÓ con l'altro coniuge.

In ogni caso, i beni di cui nessuno dei coniugi sia in grado di dimostrare la proprietÓ esclusiva si presumono di proprietÓ indivisa, per pari quota, di entrambi i coniugi.


OperativitÓ limitata ai beni mobili

Occorre da ultimo precisare che in giurisprudenza Ŕ ormai consolidata l'opinione in base alla quale la norma di cui all'articolo 219 c.c. abbia un campo di operativitÓ limitato alle controversie che concernono i beni mobili.

Del resto, solitamente la proprietÓ dei beni immobili risulta da un titolo non equivoco e va provata con atto scritto.


Prova nei confronti dei terzi

Se tutto quanto detto vale nei rapporti tra coniugi, non vale tuttavia nei confronti dei terzi.

Anzi: il coniuge che voglia fornire la prova della proprietÓ esclusiva di un bene nei confronti di un terzo (ad esempio un creditore della comunione) potrÓ farlo validamente solo mediante scrittura privata avente data certa.


(21/11/2015 - Il diritto in pillole)
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