Dalla Cassazione, una valutazione stringente sull'attribuzione della colpa medica. Stando alla sentenza n. 35953/14, del 19 agosto scorso, è condannabile per lesioni a danno del paziente - in concorso con l'equipe operatoria - anche lo specialista "di passaggio", il medico cioè che sia intervenuto occasionalmente per aiutare i colleghi. Così è stato ritenuto dagli Ermellini della quarta sezione penale, nel caso che vedeva vittima un neonato il quale, a seguito delle manovre effettuate dai medici al momento del parto, aveva riportato la completa paralisi del plesso brachiale destro.

La ricorrente, una giovane ginecologa condannata con gli altri sanitari per il reato di lesioni, lamentava il fatto di essere stata solo casualmente presente sulla "scena", e di essersi - a suo dire - semplicemente limitata a incitare la partoriente, senza eseguire alcuna manovra manuale per il disimpegno della spalla del nascituro. Sosteneva inoltre la stessa che, essendo l'equipe "di ruolo" guidata da uno stimato ginecologo di esperienza ultraventennale, ella non poteva in alcun modo essere considerata responsabile delle operazioni compiute dagli ostetrici dell'equipe.

La Corte ha rigettato il ricorso confermando la sentenza di condanna di secondo grado.


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