Divorzio breve: matrimonialisti, l'italia deve fare un salto di qualità
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Divorzio breve: matrimonialisti, l'italia deve fare un salto di qualità

L'associazione degli avvocati matrimonialisti italiani (AMI) ha espresso solidarietà al segretario della Lega Italiana per il Divorzio Breve che ha iniziato uno sciopero della fame per la calendarizzazione in aula a Montecitorio del testo di legge che, dopo essere stato approvato dalla commissione giustizia, è sparito dall'ordine dei lavori subito dopo esserne stato inserito.

Il presidente dell'AMI, Gassani, ha dichiarato che "l'Italia ha bisogno di fare un salto di qualita' per quanto concerne il Diritto di Famiglia e le sue riforme urgenti (Tribunale per la Famiglia, patti prematrimoniali, mediazione familiare, specializzazione dei giudici e degli avvocati ecc.) ma di sicuro la svolta improrogabile e' quella relativa alla riduzione dei tempi per poter chiedere e ottenere il divorzio: da tre anni ad un solo anno (due anni nel caso di presenza di figli minorenni)".

In Italia, spiega il Presidente, il cittadino per ottenere la cessazione degli effetti civili del matrimonio deve affrontare due distinti processi: uno per la separazione è un altro poi per il divorzio. Il che comporta ovviamente anche maggiori oneri economici oltre che "tempi biblici da aspettare".

Secondo Gassani "La legge sul divorzio breve, che dovrebbe essere meglio denominata legge sulla separazione breve, in quanto tocca i tempi della separazione e non del divorzio, sarebbe il primo passo per abrogare in futuro la separazione o quantomeno renderla facoltativa".

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"In gran parte dell'Europa (fatta eccezione per Polonia, Malta, Italia e Irlanda del Nord) - continua Gassani - la fase della separazione non esiste piu' o e' una libera scelta dei coniugi. All'estero si ottiene il divorzio in tempi brevissimi (da 3 a 12 mesi in media). In Italia ci vogliono 7 anni in media ma anche 12 in caso di processo in Appello e Cassazione. Il legislatore italiano, pertanto, e' evidentemente distratto e poco sintonizzato con l'evoluzione culturale degli italiani, molto piu' moderni ed europei delle leggi del Paese''.

''Il recente fenomeno del 'turismo divorzile' italiano, di cui sta parlando tutto il pianeta, e' la riprova che le leggi internazionali - che prevalgono su quelle nazionali - consentono ai nostri connazionali - rimarca Gassani - di rivolgersi al giudice straniero per ottenere in pochi mesi e a basso costo il divorzio all'estero, valido ed efficace in Italia. In Romania spuntano come funghi agenzie per favorire il divorzio immediato agli italiani a Bucarest con una spesa complessiva (viaggio, spese legali, interprete e traduzione asseverata e apostillata) di circa 3.500 euro''.

Quindi, ''se il legislatore italiano continuera' a ignorare le istanze di milioni di cittadini si assistera' sempre piu' a un esodo di massa di italiani che si rivolgeranno alle giurisdizioni straniere per esercitare il sacrosanto diritto di sciogliere il proprio matrimonio in tempi civili e ragionevoli'', conclude il presidente dell'Ami nella nota.


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