Legge 104, potrai avere fino a 4.800 euro l’anno esentasse se sei un caregiver e accudisci un familiare disabile: novità
Sara Zotta |

Legge 104, potrai avere fino a 4.800 euro l’anno esentasse se sei un caregiver e accudisci un familiare disabile: novità

Nuove tutele per chi assiste un familiare con disabilità o non autosufficiente: il disegno di legge approvato dalla Camera introduce un sostegno economico fino a 400 euro mensili e altre forme di aiuto. Vediamo quali sono le misure previste e a chi si rivolgono.

Lo scorso 14 ottobre la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge C. 2789-A intitolato "Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari".

Il provvedimento interviene sul riconoscimento e sulla tutela dei caregiver familiari, introducendo una disciplina specifica per chi presta assistenza gratuita a un familiare con disabilità o non autosufficiente.

Tra le misure previste rientrano un contributo economico fino a 400 euro mensili a partire dal 2027 e ulteriori forme di sostegno destinate a rispondere alle diverse esigenze di chi svolge attività di cura.

La riforma, tuttavia, non è ancora definitiva: il 16 ottobre 2026 il disegno di legge è passato all’esame del Senato, dove potrà essere modificato prima dell’approvazione conclusiva. 

Le disposizioni previste dovranno quindi attendere il completamento dell’iter parlamentare prima di poter trovare applicazione.

Caregiver familiari: chi sono e quali sono le categorie

I caregiver familiari sono le persone che, senza ricevere un compenso e al di fuori di un’attività professionale, assistono e si prendono cura di un proprio familiare con disabilità o non autosufficiente. Già definiti dall’articolo 1, comma 255, della legge n. 205 del 2017, sono ora al centro di un disegno di legge che mira a disciplinarne il riconoscimento e a rafforzarne le tutele.

Una delle principali novità del provvedimento consiste nell’introduzione di quattro profili di caregiver, distinti in base alle ore settimanali dedicate all'assistenza e alla convivenza con il familiare.

Nel dettaglio, il disegno di legge individua le seguenti categorie:

  • Caregiver prevalente: assiste il familiare per almeno 91 ore settimanali e convive con la persona assistita.
  • Caregiver convivente: presta almeno 30 ore settimanali di assistenza, ma meno di 91, e vive con il familiare.
  • Caregiver non convivente: dedica almeno 30 ore settimanali alla cura, senza condividere l’abitazione con la persona assistita.
  • Caregiver con impegno ridotto: presta almeno 10 ore settimanali di assistenza, ma meno di 30.

Per i caregiver prevalenti e conviventi, le ore dedicate all'assistenza dovranno essere documentate nel progetto di vita della persona con disabilità o nel Piano assistenziale individualizzato (PAI). Le modalità per calcolare le ore saranno stabilite con un apposito decreto del Ministero del Lavoro e dell’autorità delegata in materia di disabilità, previa intesa in Conferenza unificata.

Per accedere alle tutele previste dal disegno di legge, sarà necessario ottenere il riconoscimento formale della qualifica di caregiver familiare. La procedura sarà gestita dall’INPS attraverso una piattaforma telematica, che dovrà essere attivata entro il 2 gennaio 2027. La domanda potrà essere presentata online dalla persona assistita o dal suo rappresentante legale.

Ricevuta la domanda, l’INPS avrà 30 giorni di tempo per rilasciare un certificato che attesti la qualifica di caregiver familiare e il relativo profilo assistenziale. 

In caso di rigetto, sarà possibile chiedere il riesame della domanda secondo le modalità previste dal provvedimento.

Contributo caregiver: requisiti e importo

Per ottenere il contributo, il caregiver deve assistere un familiare con disabilità riconosciuta ai sensi della legge n. 104 del 1992 oppure titolare dell’indennità di accompagnamento prevista dalla legge n. 18 del 1980. Sono inoltre richiesti specifici requisiti assistenziali ed economici, che devono essere soddisfatti contemporaneamente:

  • Convivenza e assistenza: il caregiver deve rientrare nella categoria dei caregiver prevalenti, convivere con il familiare assistito e garantirgli almeno 91 ore di assistenza alla settimana, pari a circa 13 ore al giorno.
  • Reddito e ISEE: il reddito personale annuo del caregiver non deve superare i 3.000 euro. Inoltre, durante l’esame alla Camera, la soglia ISEE è stata innalzata da 15.000 a 25.000 euro, ampliando la platea dei potenziali beneficiari.

Quanto all’importo, il contributo sarà esente da imposte e potrà arrivare fino a 400 euro al mese. L’INPS lo erogherà ogni tre mesi, con rate fino a 1.200 euro per chi avrà diritto alla somma massima. L’importo effettivo dipenderà dalle risorse disponibili.

La misura sarà attuata gradualmente attraverso un fondo istituito dalla legge di Bilancio 2026, al comma 227, presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Per il 2026 sono stati stanziati 1,15 milioni di euro per realizzare la piattaforma informatica dell’INPS, necessaria alla gestione della misura. L’erogazione del contributo è invece prevista dal 2027, con risorse annuali stimate in circa 257-260 milioni di euro.

Le altre tutele previste 

Oltre al contributo economico, il disegno di legge prevede tutele differenziate per i caregiver familiari, in base all'impegno assistenziale e alla convivenza con la persona assistita. Le misure comprendono interventi a sostegno di chi dedica alla cura almeno 10 ore settimanali, inclusi i caregiver non conviventi che prestano assistenza per almeno 30 ore alla settimana.

Tra gli interventi previsti figurano i permessi solidali, che consentono ai colleghi di cedere ferie e permessi ai lavoratori impegnati nell’assistenza di familiari in condizioni gravi.

Per gli studenti che assistono un familiare sono previsti l'esonero dalle tasse universitarie e il riconoscimento di crediti formativi.

 Per i giovani che svolgono il servizio civile sono invece previste misure per conciliare l’attività di cura con il servizio.

Il provvedimento prevede, infine, un coordinamento tra le misure nazionali e quelle regionali, per evitare sovrapposizioni e favorire la continuità degli aiuti già disponibili sul territorio.

Le critiche: requisiti troppo rigidi e pochi fondi

Il contributo destinato ai caregiver familiari rischia di lasciare fuori gran parte delle persone che ogni giorno assistono un proprio caro. A preoccupare associazioni, sindacati e opposizioni sono soprattutto i requisiti stringenti per ottenere il beneficio e le risorse stanziate, considerate insufficienti rispetto al numero di persone coinvolte. 

L’Alleanza Verdi e Sinistra, in particolare, ha contestato un sistema che potrebbe riservare il sostegno soprattutto a chi si trova già in condizioni di forte difficoltà economica.

Secondo le stime, i fondi disponibili consentirebbero di aiutare circa 52mila caregiver, a fronte di una platea nazionale stimata tra 7 e 8,5 milioni di persone. 

Restano inoltre aperti alcuni nodi sul fronte previdenziale. Marco Espa, presidente di Abc Italia, ha accolto favorevolmente il voto sul provvedimento, sottolineando però la mancanza di garanzie sui contributi figurativi per chi interrompe l’attività lavorativa per assistere un familiare. Anche la Rete Caregiver Familiari Comma 255 ha manifestato insoddisfazione, annunciando nuove iniziative in vista dell’esame del disegno di legge al Senato, dove il testo potrà ancora essere modificato.



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