Test psicoattitudinali per magistrati: ok del Csm
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Test psicoattitudinali per magistrati: ok del Csm

Il Csm approva la delibera sui test psicoattitudinali per l’accesso in magistratura. Cinque aree di valutazione e sei astensioni
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Il plenum del Csm ha approvato la delibera che definisce le condizioni di possibile inidoneità alla funzione giudiziaria su cui dovranno essere costruiti i test psicoattitudinali previsti per l’accesso alla magistratura dalla riforma del 2024. Sei consiglieri si sono astenuti.

La delibera individua cinque ambiti di valutazione: area cognitiva, emotiva, relazionale, etico-valoriale e organizzativa. Il procedimento prevede la somministrazione dei test, un successivo colloquio e, infine, la valutazione collegiale della commissione esaminatrice.

Una commissione composta da docenti sarà incaricata di elaborare i contenuti delle prove, che dovranno essere successivamente sottoposti all’approvazione del Csm.

Secondo il consigliere laico Daniele Porena, la decisione consente di procedere alla concreta definizione dei test, dando attuazione alle competenze attribuite al Csm dalla legge. Anche il consigliere laico Felice Giuffrè ha sottolineato che il test non dovrebbe assumere natura diagnostica o ideologica e che la decisione finale sull’idoneità resterà affidata alla commissione di concorso.

Le critiche alla delibera

Si sono invece astenute le consigliere laiche Isabella Bertolini e Claudia Eccher, pur dichiarandosi favorevoli all’introduzione dei test psicoattitudinali.

Le due consigliere contestano le modalità e i tempi di attuazione della riforma e sostengono che il Csm ne avrebbe ridotto la portata rispetto alle intenzioni del legislatore. In particolare, criticano il fatto che, secondo la loro ricostruzione, la prima applicazione delle nuove prove potrebbe avvenire soltanto nella primavera del 2028, a quattro anni dall’introduzione della disciplina.

Il Csm dovrà ora proseguire il lavoro sulla definizione dei contenuti dei test, in vista della loro applicazione nelle procedure di accesso alla magistratura.



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