La nuova disciplina deriva dall’articolo 1, comma 18, del decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, convertito in legge il 5 agosto 2026. La disposizione ha previsto a carico di ciascun candidato un contributo forfetario per le spese della sessione d’esame, da versare insieme alla domanda di partecipazione.
Il successivo decreto interministeriale Giustizia-Economia ha definito le modalità operative del pagamento, richiamando anche le disposizioni del Codice dell’amministrazione digitale sui versamenti elettronici in favore delle pubbliche amministrazioni.
Pagamento obbligatorio tramite PagoPA
Il contributo deve essere versato all’entrata del bilancio dello Stato, sul capitolo 2413, articolo 14, utilizzando esclusivamente la piattaforma PagoPA.
Vengono quindi superate le precedenti modalità di pagamento previste dalla disciplina del 2014, sostituite da un sistema digitale che consente la tracciabilità dell’operazione attraverso i relativi dati identificativi.
La ricevuta va allegata alla domanda
La nuova modalità opera a partire dalla sessione 2026 dell’esame di Stato.
Per i candidati, l’adempimento non consiste soltanto nel pagamento della somma. La relativa ricevuta PagoPA, comprensiva del codice identificativo univoco (IUV), deve essere conservata e allegata alla documentazione richiesta per la partecipazione alla procedura.
Chi presenta la domanda dovrà quindi verificare di avere effettuato il versamento secondo le modalità previste dalla nuova disciplina e di poter produrre la relativa attestazione.
Una nuova fase di digitalizzazione
Il provvedimento aggiorna un adempimento specifico, ma si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione dei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione.
Anche l’accesso alla professione forense viene così interessato dalla progressiva sostituzione dei tradizionali strumenti di pagamento con sistemi elettronici destinati a rendere più tracciabili e uniformi gli adempimenti amministrativi.





