Chi subisce danni da infiltrazioni in condominio non è obbligato a citare in giudizio tutti i soggetti potenzialmente responsabili. Può infatti chiedere l'intero risarcimento anche a uno solo dei corresponsabili. Lo ha ribadito la Corte di cassazione con la sentenza n. 23963 del 2026.
Il caso
La controversia riguardava un'autorimessa interrata danneggiata da infiltrazioni d'acqua. Gli accertamenti tecnici avevano individuato diverse cause, tra cui difetti di impermeabilizzazione delle terrazze, carenze costruttive e problemi relativi alle parti comuni dell'edificio.
Due proprietarie del terrazzo avevano impugnato la decisione sostenendo che il giudizio fosse viziato perché non erano stati chiamati in causa tutti gli altri soggetti ritenuti corresponsabili.
La decisione della Cassazione
La Suprema Corte ha respinto il ricorso, ricordando che, in presenza di responsabilità solidale, il danneggiato può scegliere liberamente contro quali responsabili agire. Non esiste, quindi, l'obbligo di convenire in giudizio tutti i possibili corresponsabili.
Richiamando l'articolo 2055 del Codice civile, i giudici hanno precisato che ciascun responsabile può essere condannato a risarcire l'intero danno. La ripartizione delle rispettive quote di responsabilità riguarda esclusivamente i rapporti interni tra i coobbligati e potrà essere regolata successivamente mediante l'azione di regresso.
Nessuna condanna oltre la domanda
La Cassazione ha inoltre escluso che il Tribunale abbia pronunciato una condanna ultrapetita. La richiesta dell'attore di condannare i convenuti in base alle rispettive responsabilità, infatti, non costituisce una rinuncia al principio della solidarietà passiva. Per escludere la responsabilità solidale è necessaria una manifestazione di volontà chiara ed esplicita, che nel caso esaminato non era presente.





