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Sicurezza stradale: autovelox il più odiato dagli italiani

Forse non lo sapevate ma come ha fatto notare l'agenzia di stampa Adnkronos, su Facebook il gruppo "autovelox vaff..." ha raggiunto ben 596.073 iscritti a dimostrazione di come il più conosciuto e temuto strumento di controllo della velocità risulti essere tra i più odiati dagli italiani. Oggi è un dato di fatto che al moltiplicarsi degli strumenti di controllo della veocità si affianca la ricerca di metodi e strategie per neutralizzarli. Una lotta che, come dimostrano le recenti vicende giudiziarie di Caserta, spesso si combatte con strumenti legali. Altre volte capitano situazioni paradossali. Si racconta ad esempio, con i contorni che sanno più di legenda metropolitana che di cronaca reale, di un automobilista che dopo essersi accorto di essere stato fotografato dall'autovelox si era impossessato della macchinetta e poi arrestato dagli agenti mentre si stava allontanando con l'apparecchio. Oggi si assiste al continuo moltiplicarsi di siti internet dedicati all'autovelox ed è possibile addirittura trovare mappe sulla loro collocazione della rete autostradale.
Anche alcuni navigatori satellitari hanno la funzione di segnalare la presenza di sistemi di controllo sulle reti stradali. Oggi del resto dopo il decreto del 15 agosto 2007 e la sentenza della Cassazione del 13 marzo di quest'anno, che hanno stabilito le modalità di preavviso della presenza degli autovelox, chiunque può indicare ciò che per legge deve essere segnalato. E così molti siti offrono mappe di autovelox e tutor. E considerato che a molti pice viaggiare si possono anche scaricare le mappe degli autovelox presenti in tutta Europa per integrarle con il proprio navigatore. C'è poi da segnalare che spesso gli autovelox sono stati utilizzati con fini tutt'altro che legati alla sicurezza stradale. Molte amministrazioni locali, infatti, sono state accusate di utilizzare lo strumento per "fare cassa" giungendo anche a tararli in modo penalizzante per gli automobilisti oppure piazzandoli a "tradimento" lungo le strade, senza un'adeguata segnalazione. La maxi inchiesta di Caserta ha ora portato alla scoperta di una serie di apparecchi "taroccati" e di quì l'iscrizione nel registro degli indagati di 200 persone tra sindaci, assessori e comandanti delle Polizie municipali.
(07/08/2009 - Roberto Cataldi)
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